Il Tirreno

La maggioranza cerca un’intesa sulla privatizzazione della discarica

Cristiano Lozito

Confronto in atto tra Pd e Spirito Libero in vista del Consiglio chiamato a votare sul referendum dopo il no della commissione

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Manca meno di una settimana al consiglio comunale in cui si dovrebbe andare al voto sulla possibilità di indire un referendum sulla discarica di Ischia di Crociano, o meglio sul suo ampliamento e sulla possibilità di completare la privatizzazione di Rimateria.

L’uso del condizionale è doveroso visto che sul tema non c’è più nulla di scontato: secondo varie fonti è in atto un confronto nella maggioranza che potrebbe portare a un finale meno scontato del previsto.

Nella sostanza, dopo la bocciatura dei due quesiti referendari da parte di una commissione tecnica, la palla è stata rinviata verso il consiglio comunale, che nella seduta di giovedì prossimo potrebbe, con una maggioranza di due terzi, ribaltare quella decisione.

I numeri dicono che per chi sostiene il Comitato salute pubblica promotore del referendum, e cioè tutte le forze di opposizione, si tratta di un’impresa impossibile, nonostante qualche mal di pancia nelle file della maggioranza.

Ma per il Pd – dopo una sanguinosa gestione del problema rifiuti, che ha fatto compattare tutte le opposizioni e proliferare le adesioni al Comitato – andare a uno scontro all’arma bianca con l’unico alleato, Spirito Libero, che invece pur ritenendo Rimateria indispensabile ritiene giusto e necessario che i cittadini si esprimano col referendum, sarebbe l’ultimo atto di un suicidio politico a pochi mesi dalle elezioni.

Allora si cerca una soluzione, un punto di caduta sul tema della privatizzazione, dopo lo slittamento dell’assemblea dei soci Asiu che deve deliberare sulla proposta di acquisto del secondo pacchetto del 30% di azioni da parte della società Navarra. Mancano però pochi giorni al consiglio per trovare una strada sia dal punto di vista normativo (Navarra tra l’altro ha pagato una caparra) che da quello economico, perché i Comuni devono ripianare il debito con Asiu entro il 31 dicembre.

Possibile allora che Pd e Spirito Libero – il cui primo impegno comunque è quello di presentarsi con una posizione comune e condivisa – trovino un espediente, magari una mozione che impegni il sindaco Massimo Giuliani a esplorare ancora le possibilità di evitare il completamento della privatizzazione e allo stesso tempo di assicurare solidità a Rimateria, che ha bisogno di contrarre mutui per perseguire il proprio piano industriale.

Difficile però, per il suo significato politico, che venga raccolta la proposta contenuta in un ordine del giorno firmato da Fabrizio Callaioli (Prc), Carla Bezzini (Un’altra Piombino), Francesco Ferrari (Ferrari sindaco); Daniele Pasquinelli (M5S), Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino). I capigruppo delle opposizioni dunque, visto che il Comitato promotore del referendum «ha pubblicamente palesato l’intenzione di inoltrare un ricorso giudiziario contro tale decisione (cioè il no all’ammissibilità del referendum ndr) e che il completamento della procedura di vendita del secondo lotto del 30% delle azioni rischierebbe di vanificare ogni iniziativa giudiziaria volta ad accertare la legittimità dell’atto emesso dalla commissione», chiedono «di sospendere la procedura di vendita del secondo lotto del 30% delle azioni di Rimateria per i tempi corrispondenti ai termini di impugnazione degli atti amministrativi con cui si respinge la richiesta referendaria» quindi «almeno per 60 giorni».

In questa situazione complicata, intanto ieri il presidente del consiglio comunale, Angelo Trotta, ha bocciato da statuto la proposta del Comitato di svolgere il consiglio comunale al Metropolitan, che quindi si terrà regolarmente in via Ferruccio giovedì alle 8,30. —





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