Il presidio
Porto, Aferpi punta alla logistica con un progetto da 300 milioni
In corso il confronto con altre società per la movimentazione di merci extrasiderurgiche. Demolizioni: a gennaio potrebbero iniziare gli interventi più semplici
PIOMBINO. Il 2019 sarà un anno fondamentale per il futuro delle acciaierie. Ne è convinto l’ad Fausto Azzi, che riguardo alla “Fase due”, quella in cui secondo i piani dal 2020 si inizierà a costruire la nuova acciaieria, spiega che «sono in corso trattative con produttori di impianti, come Sms Demag, e studi del gruppo Jsw integrati con quelli del nostro gruppo tecnico». . Per lui quindi l’obiettivo «è arrivare all’estate del prossimo anno con le idee chiare sul da farsi», rispetto a questioni complesse dal punto di vista operativo e gestionale.
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Per la nuova acciaieria elettrica con due forni per i “piani” da tre milioni di tonnellate e uno per i “lunghi” da un milione di tonnellate, da avviare nel 2023, «ci vorrà un investimento da un miliardo», spiega Azzi, aggiungendo che «sarà un impianto moderno che non comporterà problemi ambientali» e che adesso «i rapporti con le banche sono buoni, per le garanzie anche economiche che assicura un imprenditore come Sajjan Jindal, ma anche per la credibilità del progetto. Certo poi ci vorrà anche un Governo che dia risposte sul costo dell’energia e che garantisca strumenti a supporto della crescita occupazionale, fino a un numero di circa 1500 dipendenti».
Il 2019 sarà anche l’anno delle prime demolizioni, progetto che potrebbe ridare linfa all’indotto locale: «E’ in corso la progettazione – dice Azzi – ma confidiamo che nel mese di gennaio si possa partire con gli interventi più semplici, procedendo progressivamente al completamento di questo piano».
Un piano che con la demolizione della vecchia acciaieria, libererà altre importanti aree retroportuali, secondo l’ad di Aferpi «la vera ricchezza del porto. Noi pensiamo a un porto che raggiunga una movimentazione siderurgica di 8-9 milioni di tonnellate ma anche ad avere un ruolo più complessivo. Con Piombino Logistics stiamo ragionando con varie società per uno studio di fattibilità sulla condivisione di un progetto sulla logistica che necessita di investimenti intorno ai 300 milioni per la movimentazione di altre importanti quantità di merci di vario tipo, in un porto a cui serve la massima flessibilità per dare il massimo risultato». Contatti sono in corso tra gli altri con Mercitalia, società specializzata nell’offerta di servizi di logistica e di trasporto multimodale.
Infine la questione rifiuti: «Non possiamo non avere una discarica – dice Azzi – pensando alle demolizioni, agli scavi per la nuova acciaieria, ai residui industriali futuri. Per questo credo che Rimateria sia un tassello fondamentale da gestire correttamente e con cui vogliamo aprire un tavolo di confronto. Non vogliamo fare gli smaltitori di rifiuti e per questo, quando sarà il momento, valuteremo l’opportunità di acquistare delle quote. E se non sarà possibile cercheremo un accordo con la proprietà».
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