Meteo
Rimateria, bocciato il secondo referendum
Giudicato inammissibile anche il quesito sulle azioni ai privati La questione torna in Consiglio, il Comitato pensa al ricorso
PIOMBINO
Neanche il secondo quesito referendario sulla discarica Rimateria ha superato l’esame della commissione: con 5 voti contro uno è stata bocciata la proposta di indire una consultazione popolare basata su questa domanda ai cittadini: «Sei d’accordo che una parte delle azioni di Rimateria possedute da Asiu, e quindi indirettamente anche dal Comune che di Asiu è il maggiore azionista, vengano vendute, potendo così dei privati diventare proprietari della maggioranza delle azioni di Rimateria che gestisce lo smaltimento dei rifiuti speciali a Ischia di Crociano?».
Non sono state ancora diffuse le motivazioni della bocciatura – peraltro prevista un po’ da tutte le forze in campo dopo quella del primo quesito sull’ampliamento della discarica – ma nella sostanza il giudizio sarebbe fondato sulle tempistiche: ossia la richiesta di referendum sarebbe tardiva, arrivata cioè dopo varie deliberazioni del consiglio comunale, la prima datata 2016, e dopo l’avvio dell’operazione che ha portato alla cessione già di un primo pacchetto di azioni andato alla società Unirecuperi, mentre è in corso la proceduta di aggiudicazione del secondo lotto sempre del 30 per cento di azioni.
Delle due commissioni presiedute da Angelo Trotta, facevano parte Maria Luisa Massai, segretario generale, Maurizio Poli, dirigente affari legali, Federico Paradisi, responsabile servizio elettorale, l’avvocato Renzo Grassi indicato dal sindaco, e due esperti espressione del Comitato promotore, gli avvocati Francesco Ferrari, che si è occupato in particolare del primo quesito, e Fabrizio Callaioli, che ha lavorato sul secondo.
Ora toccherà al consiglio comunale (che bocciò la richiesta referendaria il 30 agosto) tornare a esprimersi, probabilmente nella seduta del 29 novembre.
L’assemblea consiliare potrebbe ribaltare la decisione presa dalle commissioni ma solo con una maggioranza qualificata, e cioè col voto di due terzi dei consiglieri.
In quella sede è probabile una nuova protesta del Comitato salute pubblica, che nella sua riunione di martedì sera ha fatto intendere la volontà di procedere comunque a un ricorso amministrativo rispetto alla bocciatura dei quesiti referendari.
Resta ora da capire come si muoveranno i soci di Asiu, che su richiesta del sindaco Massimo Giuliani, avevano accettato di posticipare la riunione fissata per il 29 ottobre in cui si doveva votare la proposta irrevocabile d’acquisto del 30 per cento delle azioni di Rimateria per una cifra superiore ai due milioni e mezzo di euro, avanzata dalla società laziale Navarra.
Soldi che servono per pagare il debito dei comuni con Asiu, da saldare entro il 31 dicembre.
Recentemente in un’intervista al Tirreno l’ad di Aferpi, Fausto Azzi, ha espresso l’interesse dell’azienda per un’eventuale partecipazione in Rimateria.
Ma i tempi stretti e la proposta avanzata da Navarra – in attesa di una risposta formale – imporrebbero una scelta rapida da parte del gruppo Jsw. —
cloz
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
