Si dimette il vicesindaco Marini ma mantiene due assessorati
Altro scossone per la giunta Ferrari che comunque ha incassato bene il colpo dopo anni di tensione e scontri sotterranei tra i due. Si sfideranno alle elezioni?
PORTOFERRAIO
La bocciatura della mozione di sfiducia in consiglio comunale sembrava la garanzia per una fine del mandato serena per l’amministrazione Ferrari. Niente di più illusorio. A pochi giorni dal consiglio comunale di Portoferraio che ha salvato il sindaco è esploso ufficialmente il caso Marini. Ieri mattina il numero due della Biscotteria ha consegnato all’ufficio protocollo del Comune la lettera di dimissioni con cui rinuncia, di fatto, all’incarico di vicesindaco e alla delega, pesante, all’Urbanistica. Un passo di lato, dunque, visto che lo stesso Roberto Marini resta assessore al Bilancio, alla Cultura e al Turismo. Ma di certo un segnale politico chiaro a pochi mesi dalle prossime elezioni comunali. Il diretto interessato calibra le parole con il misurino per motivare il passo indietro: «Dico solo – spiega – che a questo punto del percorso amministrativo ho ritenuto necessario rimettere le deleghe. Era la cosa più giusta da fare». Una scelta, quella di Marini, che secondo quanto trapela è stata concordata o persino caldeggiata dal sindaco Mario Ferrari che spingeva per una sorta di “separazione consensuale”. I rapporti e l’intesa politica, tra i due, non sono mai stati semplici ed erano ridotti ai minimi termini dopo la questione della mozione di sfiducia. Marini ha votato a favore del sindaco, senza voltargli le spalle nonostante nei giorni precedenti al voto corressero le voci su una possibile sfiducia. Eppure, in ben due occasioni, ha espresso in consiglio comunale il disagio per aver saputo solo pochi mesi fa della famosa messa in mora a carico del primo cittadino di Portoferraio.
«Ho rimesso nelle mani del sindaco la delega di vicesindaco e quella di assessore all’Urbanistica». Con queste parole Roberto Marini ha aggiunto un nuovo capitolo a una sorta di guerra intestina che ormai da troppo tempo cova sotto la cenere dell’amministrazione comunale di Portoferraio. I rapporti tra il sindaco Ferrari e il suo ormai ex vice Marini sono precipitati da tanto tempo. Le dimissioni poi congelate e ritirate da parte del presidente del consiglio comunale Luciano Rossi lo scorso marzo per la gestione della Cosimo de’ Medici (creatura prediletta e difesa da Marini) hanno accelerato lo sgretolamento di una giunta in netta difficoltà.
Poi c’è stato l’addio dell’ex capogruppo Riccardo Nurra, seguito dalle dimissioni dell’ex assessora Adonella Anselmi. La mozione di sfiducia ha aumentato la pressione sulla maggioranza che non ha capitolato ma allo stesso tempo, evidentemente, non ha superato i contrasti interni. In questo contesto il passo di lato di Marini, per chi conosce da vicino le dinamiche dell’amministrazione portoferraiese, sembra al tempo stesso un regolamento di conti e una presa di distanze strategica in vista delle prossime elezioni comunali. Non è un mistero, infatti, che l’ormai ex vicesindaco Marini nutra delle speranze di ricandidatura, dopo essersi lasciato alle spalle la controversa coabitazione con Mario Ferrari (che non ha sciolto le riserve su una sua possibile ricandidatura).
Non è chiaro il motivo, tuttavia, per cui a Marini restino le deleghe alla Cultura e al Bilancio, che lo rendono comunque appeso a una giunta con cui, chiaramente, ha poco da condividere. Il cambio di mano all’urbanistica (Mario Ferrari assumerà le delega), invece, è rilevante, soprattutto se si tiene conto di alcune partite sospese e non esenti a frizioni interne, come la pianificazione portuale di San Giovanni imposta dal Tar.
Il dato evidente è che questo faticoso rimpasto di fine mandato metta a nudo una compagine amministrativa sempre più in affanno per l’implosione degli equilibri interni. A queste condizioni la strada verso il voto della prossima primavera si fa sempre più in salita. —
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