Il Tirreno

scuola con caritas e servizio civile 

Quando l’impegno di ciascuno è un investimento per tutti

Quando l’impegno di ciascuno è un investimento per tutti

Incontro nell’aula magna del liceo Carducci con la giudice Rosa Vallotta del tribunale penale di Firenze, studenti delle IV e professori

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PIOMBINO

«Società locale omertosa e delinquenza... immediato l’impegno per la giustizia».

Rosa Valotta, giudice del tribunale penale di Firenze parte dalla sua esperienza di giovane del Sud che l’ha spinta da subito a impegnarsi per la legalità. Decolla così, attirando l’attenzione dei ragazzi, l’incontro nell’aula magna del liceo Carducci, legato al progetto regionale sui diritti umani “Nessuno è nato per odiare”; tema proposto dalla Regione, che prende spunto da una frase di Nelson Mandela. Progetto che si concluderà l’11 dicembre a Firenze (qui rappresentanti di tutti gli istituti superiori della Toscana). Ci sono allievi delle IV con le insegnanti, giovani del servizio civile del Comune e il rappresentante Caritas Diocesana Ridi (valido contributo insieme alle insegnanti di religione, con interventi preparatori nelle classi).

Tra i suoi 20 anni di magistrato nelle procure e i 5 da giudice a Firenze, Valotta tocca punti caldi come il riconoscimento della dignità della persona, la necessità di « “educare ed educarci” – spiega – alla convivenza ed alla inclusione, a sentire il senso di appartenenza alla comunità e la responsabilità di agire per il bene comune. Se nessuno è nato per odiare, come suggerisce Mandela, vuol dire che possiamo, dobbiamo trovare il modo per amare nel nostro impegno quotidiano». Da qui storie di uomini e donne da lei conosciuti, che rappresentano “la parte bella della società” e quella che si è in qualche modo pentita del male fatto (figure di pentiti diventati collaboratori di giustizia).

«L’esempio di Rita Atria – ricorda Valotta – 18ennepentita e accusatrice dei clan mafiosi siciliani, che si è uccisa perché soffocata dalla paura dopo l’uccisione di Borsellino suo amico e “padre adottivo”. Senza dimenticare la figura di don Pino Puglisi, parroco del Quartiere Brancaccio di Palermo ucciso dalla Mafia». Valotta incita i ragazzi a impegnarsi «per il futuro, a dare passione alle cose buone a investire sui processi di cambiamento che possono avvenire se fatti insieme. L’odio non avrà la vittoria finale se sapremo generosamente e gratuitamente amare». –



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