Elba, ripiantati 150 gigli di mare salvati dalla mareggiata
I volontari di Lacona Beach Supporters in azione sulla spiaggia capoliverese per ridare vita alle dune straziate dalla mareggiata di fine ottobre
CAPOLIVERI. Dopo la mareggiata distruttiva l’operosità dell’uomo per restituire la vita sulle dune di Lacona.
Nelle ore scorse i volontari del gruppo Lacona Beach Supporters sono andati sulla spiaggia straziata dal maltempo d i fine ottobre e hanno ripiantumato 150 bulbi di giglio di mare salvati nei giorni scorsi dalla furia del mare. L’intervento ambientale è stato documentato sui social network dagli stessi componenti del gruppo che hanno concordato l’intervento con il Parco nazionale dell’Arcipelago toscano.
«L’erosione delle dune ha sradicato numerose piante – scrive il gruppo Lacona Beach Supporters – nei giorni delle mareggiate abbiamo gareggiato con il moto ondoso per salvare i bulbi di giglio marino presenti sull’arenile che la risacca stava facendo definitivamente sparire. Abbiamo in seguito raccolto quelli presenti nella spiaggia per evitare che il moto ondoso li portasse definitivamente in mare. Si tratta di alcune centinaia (non li abbiamo ancora contati) di bulbi che abbiamo posto in otto cassette e conservato presso Orti di Mare».
L’ondata di maltempo ha messo in ginocchio la spiaggia di Lacona, mandando a gambe all’aria gran parte del sistema di protezione delle dune progettato dal parco e realizzato grazie ai fondi comunitari del progetto Resto con Life. «Il 4 novembre abbiamo informato il Parco nazionale e giovedì 8 abbiamo incontrato sulle dune di Lacona un referente ed esperto del Parco con cui abbiamo fatto un sopralluogo e concordato il da farsi – raccontano da Lacona Beach Supporters – Inizialmente si era pensato di collocare i bulbi nella parte rimasta nuda di vegetazione ai piedi delle dune fronte-mare ma, in considerazione dell’inverno e della primavera alle porte (con relative mareggiate) si è pensato non fosse il caso; finirebbero in mare alla prossima mareggiata. Si è quindi convenuto di insabbiare parzialmente i bulbi lungo gli ex stradelli che fino a due anni fa attraversavano le dune, ad una distanza utile da altra vegetazione. In questo modo non disturberemo altra vegetazione, intervenendo su una sabbia ancora sostanzialmente nuda».
Nei giorni successivi i volontari hanno provveduto a insabbiare i primi 150 gigli. «Abbiamo ancora sei cassette di gigli che collocheremo nei prossimi giorni – raccontano – I bulbi sono stati insabbiati a 15-25 centimetri di profondità, ritenendo non fosse opportuno spingersi oltre; fino a quella profondità non abbiamo incontrato radici di altre piante; più sotto il materiale era più compatto. I bulbi con radici sono stati interrati alla stessa profondità, disponendo le radici a raggiera attorno al bulbo; gruppi di bulbi con radici intrecciate sono stati insabbiati senza separazione, in gruppo; così com’erano in natura».
I volontari hanno recuperato anche 31 scapi di giglio che erano cresciuti l'uno vicino all'altro. «Li abbiamo insabbiati assieme – spiegano i volontari – diversi scapi portano ancora i frutti pieni di semi che si sono distribuiti tutti intorno. Una bella e promettente situazione».
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