Il Tirreno

Ristorante di Torre Mozza ko dopo la tempesta: «Pare sia esplosa una bomba»

di Luca Centini
Quel che resta del Mirollino e della spiaggia dopo la violenta mareggiata
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Quel che resta del Mirollino e della spiaggia dopo la violenta mareggiata

Il titolare della famosa sulla spiaggia di Torre Mozza: «Senza barriere in mare non abbiamo più difese»

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PIOMBINO. Quasi non riconosceva il suo ristorante sulla spiaggia. «Una bomba forse avrebbe fatto meno danni», ha detto subito Mauro Cecchetti, titolare del Mirollino Beach. Il ristorante-bar e stabilimento balneare a poche decine di metri dalla Torre Mozza, frequentato d’estate da migliaia di turisti toscani, è stato spazzato via dall’impeto della mareggiata nella notte tra lunedì e martedì.

Cecchetti ha trovato i resti della struttura sparsi sulla spiaggia che la forza del mare ha spinto verso la pineta, distruggendo tutto ciò che gli si è parato davanti. Tavoli sradicati e spezzati, strutture in legno devastate. La silhouette del Mirollino a cui i turisti si sono abituati in questi anni è deformato dalla mano pesante del maltempo. Intorno al ristorante ci sono detriti e, addirittura, pilastri di cemento scoperti dalla mareggiata: sono i sostegni delle vecchie piattaforme che parecchi anni fa si trovavano sulla spiaggia e poi vennero demolite.

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«Roba da non credere – racconta Cecchetti che con la madre Mirella Mirolli gestisce il locale dal 2010, prima la sua famiglia aveva il ristorante all’interno della Torre –. Il mare ha indietreggiato la linea di costa di almeno sei metri. Non solo. Ho recuperato tavole di legno e altro materiale a chilometri di distanza, sulla spiaggia. I danni? Li stiamo valutando, per questo aspettiamo il perito lunedì prossimo. Ma è tutto da rifare e ci vorranno almeno 60-70 mila euro».

Cecchetti conosce bene il mare. Dopo anni a lavorare sulla spiaggia di Torre Mozza è consapevole del pericolo delle mareggiate e, soprattutto, è pronto per mettersi al lavoro per sistemare la struttura in tempo per l’inizio della stagione. Ma rimboccarsi le maniche non può essere sempre l’unica soluzione. «Sono stato dal sindaco Giuliani assieme ai colleghi delle attività e degli stabilimenti della Costa Est – racconta – qua non si tratta solo di rimediare ai danni subiti da un’attività privata, ma di rimettere in piedi un litorale amato e frequentato da tantissimi cittadini della Toscana e del resto d’Italia».

La partita, secondo il titolare del Mirollino, non si esaurisce sul piano del risarcimento dei danni. «Dichiarare lo stato di calamità e accelerare al massimo le procedure azzerando la burocrazia è necessario, ma oltre al ripristino dobbiamo necessariamente pensare a un consolidamento del sistema dunale e retrodunale della nostra costa». Sotto questo aspetto la spiaggia di Torre Mozza è a tutti gli effetti una emergenza della Costa Est, nel tratto del Mirollino e ancora di più nel pezzo di arenile oltre Torre Mozza e verso Follonica.

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La spiaggia che una volta ospitava gli ospiti delle tende e dei bungalow del villaggio di Torre Mozza, chiuso anni fa, andato in malora e demolito, è vittima - anno dopo anno - di un’erosione logorante. Un processo accelerato da interventi urbanistici non concordati (barriere e porticcioli) tra le coste di Grosseto e di Livorno. Se aggiungiamo l’effetto dei cambiamenti climatici e le mareggiate estreme sempre più frequenti, ecco che la tenuta della costa pare sempre più a rischio.

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«Credo sia arrivato il momento di intervenire anche per proteggere le nostre spiagge – sostiene Cecchetti – con delle barriere in mare, come è stato fatto in maniera efficace nel grossetano. Altrimenti il sistema dunale resta esposto e senza alcuna difesa». In realtà le spiagge di Torre Mozza e Carbonifera una barriera sommersa già l’avrebbero. Una scoglierina (un’antica strada romana) che corre in parallelo alla spiaggia ed emerge con la bassa marea. Ma è aperta in diversi punti e non riesce più a contenere l’azione del mare che a Torre Mozza - inesorabilmente - si mangia anno dopo anno metri di spiaggia.

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