Italia
Monteverdi ora è agganciato all’acquedotto del Cornia
In corso le analisi chimiche sui tre tratti di tubazione. Il via da fine novembre L’acqua è troppo ricca di boro e sarà miscelata con le sorgenti del comune
MONTEVERDI
Analisi chimiche sull’acqua miscelata a cloro immessa nel primo tratto delle nuove tubazioni: se l’esito sarà positivo, la stessa operazione verrà ripetuta per il secondo tratto e poi sul terzo: concluse queste verifiche l’acqua verrà immessa nella rete idrica potabile di Monteverdi. Tempo previsto la fine di novembre. Stiamo parlando dell’acquedotto del Cornia, un’opera pubblica iniziata nell’aprile scorso con la posa di grosse tubazioni in acciaio a sud del territorio comunale, in località Pratella, saldate ad un tronco preesistente, e proseguita fino a pochi giorni fa risalendo con le nuove condutture lungo la via Maremmana, e poi per via del Botrello fino a raggiungere il deposito di San Giovanni. L’acqua verrà prelevata dai pozzo a lato del Cornia in località “Ponte di legno”: circa 2,5 litri al secondo con possibilità di maggiori erogazioni, ma solo quando la tecnologia fornirà validi strumenti per abbattere il boro lì presente in quantità elevate. La spinta verso l’alto è assicurata da due stazioni di pompaggio poste sopra l’incrocio del Folcro e presso il depuratore, sotto l’abitato. L’intervento è stato effettuato da Asa in collaborazione col Comune che si è fatto carico di una parte significativa dei circa 400 mila euro di costo. Completato l’allaccio finale, adesso la nuova tubazione viene “igienicizzata” miscelando al suo interno acqua e cloro e verificandone il risultato con l’analisi chimica. Un tratto dopo l’altro fino all’eliminazione di ogni rischio di nocività.
I tecnici dell’Asa hanno relazionato il sindaco Carlo Giannoni sullo stato dell’opera e fornito una previsione sul fine-lavori. L’attivazione dell’impianto dipende a questo punto dai risultati delle analisi, perché se anche una sola dovesse risultare negativa, l’intera tubazione verrebbe sottoposta a nuovi controlli. Come accennato, la fine di novembre dovrebbe accompagnare l’immissione dell’acqua del Cornia nella rete di Monteverdi .
Nel corso della posa della nuove tubazioni Asa è intervenuta per eliminare alcuni tratti di condutture “precarie”, che non garantivano alle utenze allacciate una fornitura regolare, soprattutto nei mesi di maggiore richiesta ed anche a causa di usi impropri dell’utenza: «Abbiamo scoperto che sono state riempite piscine con l’acqua potabile…». In particolare è stata disattivata una vecchia piccola tubazione che correva per un certo tratto lungo via Maremmana, e messa in funzione una conduttura più grande già presente. In questo modo i disagi alle utenze allacciate in quel tratto non dovrebbero ripetersi più.
A Pratella da diversi anni case isolate, agriturismi, aziende agricole – in tutto sono 13 utenze – ricevono acqua pompata dai pozzi del Cornia. Acqua non potabile a causa del boro in eccesso. Arriva con una grossa “mandata” (da 140 mm. precisano i tecnici Asa) che dopo una deviazione ad “U” prosegue con una più piccola su cui sono allacciate le varie utenze. Ora la prima è stata saldata alla nuova conduttura che sale a Monteverdi, la seconda continua a servire di acqua non potabile la zona dopo un nuovo collegamento a quella più grande. All’avvio dei lavori in aprile subito era scattata la protesta in quella zona. «Portano acqua a quelli che ce l’hanno già e a noi niente, anzi ci beffano facendola passare sotto casa con le nuove tubazioni. Una beffa amara» era la reazione dei residenti. «Eppure – rilevavano – basterebbe allungare di 3 chilometri il tubo che porta acqua potabile alle ultime utenze di Monteverdi, sulla Maremmana, per darla anche a noi. O siamo cittadini di serie B?». —
GIORGIO PIGLIA
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