Il Tirreno

La pinna resta impigliata: il record di Makula salta per un imprevisto

Francesca Lenzi
Stefano Makula cerca la concentrazione poco prima del tentativo di record in apnea orizzontale (foto Paolo Barlettani)
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Stefano Makula cerca la concentrazione poco prima del tentativo di record in apnea orizzontale (foto Paolo Barlettani)

Il campione di apnea danneggiato da un incidente avvenuto in partenza. «Ho fatto la figura del tonno, ma non lascio le cose a metà. Ci riproverò qui»

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Se Alessandro Blasetti nel 1941 girò “La cena delle beffe”, Stefano Makula ieri mattina ha interpretato – suo malgrado – il record delle beffe. Il tentativo di primato in apnea orizzontale nelle acque libere di Piombino, inserito in una tre giorni di mare e sport, è finito con un nulla di fatto a causa di un piccolo incidente alla partenza della prova. La sagola che legava la tavola da surf, punto di appoggio per il recordman classe 1954, si è impigliata nella monopinna di Makula che, al momento dell’immersione ha provato a liberarsene. Uno, due, tre “spinneggiamenti” per un dispendio di energie e calo di concentrazione che hanno inevitabilmente condizionato la gara.

Makula ha provato lo stesso, è andato avanti una ventina di metri, prima di arrendersi a un crampo e tornare in superficie. Riprovare subito? Magari. Purtroppo, anche volendo, il giudice turco arrivato a Piombino per certificare il nuovo record, ha negato – sulla base del regolamento – un nuovo tentativo e Makula, intenzionato all’ufficialità internazionale del primato, ha dovuto far calare il sipario sull’evento. Una delusione? Certo. Per tutti. Sicuramente per lui, abituato a successi e trionfi, ma anche per il pubblico che, appoggiato alle panchine di piazza Bovio, ha seguito la prova.

Facciamo un passo indietro. Per arrivare pronto all’appuntamento, Stefano Makula ha iniziato un percorso di allenamento e preparazione lungo svariati mesi. Venerdì la prova generale, con una corrente tremenda, che lo aveva fatto risalire in superficie dopo 60 metri. Ma le condizioni per far bene, per riuscire nell’impresa, condizioni marine permettendo, c’erano tutte. Ieri mattina l’apneista, 28 volte primatista mondiale, si trova al porticciolo di Marina. È lì che si prepara. È lì che si raccoglie in meditazione, assistito dal preparatore psicologico Diego Polani. E sempre da lì parte verso le 10.55 per raggiungere il tratto di mare di fronte a piazza Bovio. «Eccolo, Eccolo!», esclamano alcuni vedendo spuntare all’orizzonte la barca che trasporta Makula fino alla tavola d’appoggio. A lato, accanto a lui, vicino, ci sono imbarcazioni della guardia costiera, con medico a bordo, sub di sostegno, personale della Pubblica assistenza di Piombino, la Croce Rossa di Donoratico, sezione salvataggio in mare. Tutto è pronto per il tentativo di record di Makula che per battere il primatista in carica deve percorrere, a due metri di profondità, almeno 201 metri. Sono le 11,28 quando l’apneista romano si immerge.

Il resto è storia. Una storia crudele e grottesca che interrompe sul nascere la prova. Da riva non è ben chiaro cosa stia succedendo. Dal personale in mare e dalla diretta tv arrivano pian piano le notizie, prima che lo stesso Makula confermi tutto ai microfoni di Rai Sport. «Non era mai successo in allenamento – spiega il campione, accolto comunque fra gli applausi – Nel momento più importante è invece accaduto l’imponderabile. Era tutto perfetto: il tempo, l’assistenza, l’organizzazione. Mi scoccia parecchio. Mi sono sentito molto tonno, ho fatto peggio di Fantozzi. Avrei voluto trasmettere ai giovani l’idea dello sport come vita, salute e benessere psicofisico. Ringrazio tutti i piombinesi e, non volendo lasciare le cose a metà, tornerò per riprovarci». —

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