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la seduta di ieri 

Rimateria, consiglio boccia le richieste di referendum

Rimateria, consiglio boccia le richieste di referendum

Voto contrario del Pd e il blocco delle opposizioni non è riuscito a spuntarla Clima teso e polemiche. Ora l’iter si fa lungo e complicato per la consultazione

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PIOMBINO

Ampia discussione ieri in consiglio comunale sui due ordini del giorno presentati dalle forze di opposizione (Rifondazione comunista, Un’Altra Piombino, Ferrari sindaco Forza Italia, M5S, Ascolta Piombino) per l’indizione di un referendum consultivo su Rimateria. Ordini del giorno che non sono stati approvati. Sull’esito della votazione ha pesato il voto contrario dei consiglieri del Pd, mentre l’altro partito di maggioranza presente in consiglio, “Sinistra per Piombino” rappresentato da Marco Mosci, si è astenuto. I voti favorevoli di tutte le opposizioni non sono stati quindi sufficienti.

Due le questioni principali che le opposizioni vorrebbero proporre al giudizio dei cittadini con il referendum: la realizzazione nell’area di Ischia di Crociano di una discarica per accogliere 2 milioni e 500 mila metri cubi di rifiuti speciali, come previsto dal nuovo progetto presentato da Rimateria e dalla richiesta di Via presentato alla Regione; la volontà di cessione di quote della società a soggetti privati.

Il confronto in consiglio comunale è stato prevalentemente di natura politica, con scontri e dure rimostranze delle opposizioni. Altra cosa sarà la procedura tecnica che si deve ancora attivare. L’iter formale, come ha spiegato il sindaco Giuliani, non è semplice e prevede alcuni passaggi preliminari che dovranno essere svolti da settembre a novembre. Entro il 30 settembre il comitato promotore dovrà presentare formale richiesta in Comune e da quel momento, fino alla fine di ottobre, la commissione comunale esprimerà il proprio giudizio. In novembre sarà nuovamente il consiglio comunale ad esprimersi. Nel caso in cui la commissione decretasse la non ammissibilità del referendum, il consiglio comunale potrebbe ribaltare questa decisione ma solo con il voto favorevole della maggioranza dei 2/3 dei consiglieri.

Un’altra questione è legata al periodi di svolgimento del referendum. Le consultazioni referendarie, secondo il regolamento comunale del 1993, si possono svolgere solo in due periodi dell’anno e cioè dall’1 maggio al 15 giugno e dall’1 ottobre al 15 novembre. Non ci sarebbe più tempo quindi per il 2018 e si slitterebbe al 2019. Considerando però che nella prossima primavera ci saranno le elezioni amministrative, il referendum, se venisse ammesso, potrebbe essere indetto solo per ottobre-novembre 2019.

Al di là delle questioni tecniche, la discussione politica si è polarizzata su due posizioni contrapposte, le stesse già emerse nei procedenti incontri e consigli comunali sui rifiuti. Il Pd, con il proprio capogruppo Rinaldo Barsotti, ha espresso l’idea che sia necessaria un’assunzione di responsabilità: «Siamo in vista di uno sbocco positivo per un futuro più certo che si fermerebbe nel caso di un referendum, il tema è stato affrontato più volte senza nessuna preclusione al dialogo». Per il sindaco l’ammissione del referendum potrebbe bloccare l’attività di Rimateria interrompendo i progetti in corso. In più ci potrebbe essere anche il rischio di una richiesta di risarcimento da parte dell’azienda stessa, perché il progetto è stato approvato dal consiglio comunale. «Rimateria sta risanando un’area dove sono presenti quattro discariche e il referendum fermerebbe il risanamento di un territorio» ha concluso Giuliani . —



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