Musica techno sulla spiaggia fino alle 6,30. È polemica
La protesta di un turista che ha scritto al Tirreno documentando l'episodio anche con un video
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PORTOFERRAIO. Musica a tutto volume in spiaggia a Schioparello e ospiti imbufaliti perché non riescono a riposare. E piovono le critiche sui social. Se ne fa portavoce Marco Tonoli che ricostruisce della 'notte bianca', tra sabato e domenica scorsa, i passaggi più significativi.
«Io bresciano in vacanza con la mia famiglia, bimba di 3 mesi, 1400 euro una settimana da trascorrere tra il verde e la tranquillità – racconta Tonoli in una lettera al Tirreno – Mi sveglio nel cuore della notte, spero nel buonsenso del “alle 3 tutti a nanna”. E invece hanno spento la musica alle 6,30 di mattina, un centinaio di giovani che ballano sulla spiaggia».
Il turista dice di aver contattato le forze dell’ordine «ma dopo più di un’ora e richiamate più volte non riescono ad intervenire al momento perché impegnate in un evento analogo. Chissà se saranno arrivati in tempo per identificare alcuni, ma tanto la musica è ormai spenta. Unica curiosità mi sovviene dal fatto che la sera la zona antistante la spiaggia è immersa nelle tenebre. Quella notte c’era un faro ad illuminare “l’evento” che al contrario al buio non si sarebbe verificato. Non è giusto, son stato giovane anch’io, ma me ne andavo a Riccione, Ibiza o simili per cercare questo. Posso capire in spiagge deserte dove non disturbi nessuno. Questi ragazzi che adesso andranno a dormire, dovrebbero sperimentare la serenità di un sonno al ritmo della musica elettronica. Grazie per l'attenzione, ma in Italia trovi conforto sfogandoti ai giornali o dal Gabibbo, sperando di sensibilizzare le istituzioni».
Tonoli spiega come gli sia stato riferito dal titolare della residenza di villeggiatura che quello di sabato notte non è un caso isolato. «I carabinieri, chiamati anche dal proprietario all’una di notte, sostengono di essere intervenuti e di aver sequestrato una cassa acustica sulla spiaggia. Ma quando li ho chiamati io – aggiunge Tonoli – hanno risposto che sarebbero intervenuti appena sbrigate le pratiche di sequestro in caserma».
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