«Incomprensibile la rimozione delle bandiere di Usb e Ugl»
Solidarietà da parte del Camping cig: un sopruso, un altro segnale pericoloso L’Ugl: non giudichiamo chi ha tolto il proprio vessillo, ma così non va bene
PIOMBINO
Non è piaciuta al Camping Cig la vicenda delle bandiere rimosse al largo Caduti sul lavoro, cavalcavia ex Lucchini. «I tre sindacati maggiori dei metalmeccanici (Fiom, Fim e Uilm) hanno rimosso le proprie bandiere dalla storica postazione del cavalcavia di accesso verso lo stabilimento siderurgico di proprietà Jsw Steel – dice una nota dell’associazione – come a indicare che è cessato lo stato di agitazione e di lotta e si è entrati nell’era della normale contrattazione con la nuova proprietà».
Il problema è che «qualche mano solerte e anonima ha tolto anche le bandiere della UglMet e della Usb – dice Camping cig – che non condividono né la “normalizzazione” né la rimozione delle bandiere. Noi riteniamo che gli interrogativi non risolti, come emergono dalla lettura dei documenti ufficiali a oggi disponibili sono tanti e tali che dovrebbero obbligare a continuare la mobilitazione sia verso le istituzioni (che hanno firmato una pericolosa cambiale in bianco) che verso la stessa azienda, che prende tanto e cede molto poco in termini di certezza dell’occupazione e del rilancio dello stabilimento».
Da la «solidarietà a Usb e Uglmet per il sopruso di cui sono state vittime: annunciamo che esporremo la nostra bandiera accanto alle loro, a sottolineare che la lotta non è affatto finita. Ci preme inoltre denunciare lo strisciante clima di censura e chiusura degli spazi di espressione e contestazione che si sta instaurando a Piombino. Da parte delle forze di governo locale e dintorni, si è iniziato con l’attacco ai membri del nostro Coordinamento, rei di aver leso il “decoro” della città con l’incatenamento ai cancelli del Rivellino; si è proseguito con la rimozione forzosa dello striscione “Governo: la firma non vola se l’acciaio non cola”, posto all’ingresso della città; si è provveduto persino a modificare il regolamento di polizia locale, vietando le manifestazioni nelle zone più significative per le lotte operaie e sociali a Piombino. Oggi si prosegue, con mano anonima, a trafugare bandiere esposte in una posizione storicamente simbolica per le lotte sindacali. Questo clima non ci piace affatto. Si sta preparando il terreno per far digerire ai lavoratori ed alla città qualsiasi decisione del nuovo padrone delle ferriere? ».
La stessa Ugl definisce «incomprensibile la scomparsa della nostra bandiera da largo Caduti sul lavoro, per noi espressione non solo della lotta per la ex Lucchini, ma anche dell’aspetto legato alla sicurezza dei lavoratori, tematica, purtroppo, sempre attuale. Sia chiaro che come organizzazione non giudichiamo chi ha tolto la propria, ma riteniamo scorretto chi si è permesso di togliere le bandiere di altre sigle sindacali. Ogni organizzazione sindacale, nella sua piena autonomia, deve esprimersi liberamente e democraticamente nei modi e nei tempi ritenuti più opportuni». —
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