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Terre Rosse, si lavora a una nuova società per assicurare la gestione dell’ormeggio

CLAUDIA GUARINO
Terre Rosse, si lavora a una nuova società per assicurare la gestione dell’ormeggio

La Cpc (società proprietaria) è in dissesto finanziario.La Porto Aurora e un Comitato stanno cercando di subentrare

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PIOMBINO

Ad amministrare il porticciolo di Terre Rosse è ancora la Porto Aurora Srl, anche se il contratto di gestione con la Cpc, società proprietaria dell’ormeggio e versante in stato di dissesto finanziario, non sarebbe più attivo dallo scorso 25 giugno. Questo per «poter garantire la continuità dei servizi durante la stagione e per tutelare quei diportisti che hanno pagato il canone fino al 31 dicembre. Non possiamo andarcene se non subentra qualcun altro nella gestione», dice Giuseppe Sciacca, neo amministratore delegato e socio di maggioranza della Porto Aurora, società di cui detiene l’80% delle azioni, il rimanente 20% delle quali è, invece, in possesso di Gianni Carbocci. Giuseppe Sciacca fa sapere anche che la sua intenzione sarebbe quella di acquisire almeno il 48% delle azioni della Cpc.

D’altra parte il comitato Terrerosse, formato da 180 dei 575 diportisti dell’ormeggio, sostiene, tramite il suo presidente Fernando Dami, di «aver presentato una proposta per entrare nel concordato fallimentare». Il porticciolo di Terre Rosse è una zona dalla storia recente piuttosto travagliata. La Cpc srl, società in liquidazione proprietaria dell’area, nel 2016 ne ha ceduta la gestione alla Porto Aurora. In quell’occasione fu stipulato un contratto nel quale, tra le altre cose, furono specificati i servizi di ormeggio in capo alla Porto Aurora, la quale si impegnava a realizzare una serie di opere. Furono poi concordate le tariffe per ciascun posto barca riferite all’anno successivo. Nel tempo sono sorte diverse controversie tra Cpc, prima, e Porto Aurora, dopo, e il Comitato Terrerosse. Scontri che hanno riguardato soprattutto le modalità di gestione del porticciolo, i costi dell’ormeggio e i pagamenti. A maggio il comitato Terrerosse, attraverso il suo legale, l’avvocato Luigi Murciano, aveva fatto sapere che «Cpc è in grave dissesto finanziario. Perciò si potrebbe arrivare a un fallimento o a un concordato. Se la società dovesse fallire sarebbero revocate le concessioni demaniali, dunque i proprietari non avrebbero più il proprio posto barca, mentre in caso di concordato spetta all’assuntore chiederne o meno il mantenimento. Noi potremmo trattare proponendo, intanto, 600mila euro (5000 moltiplicati per i 120 membri del Comitato riuniti in una nuova società ndr)». L’intenzione, insomma, era quella di dar vita a una società formata da alcuni dei diportisti per la gestione del porticciolo. «Stiamo lavorando per la costituzione della società» afferma Murciano. L’ormeggio di Terre Rosse, per il momento, rimarrebbe a Porto Aurora. «La restituzione dell’approdo deve permettere la continuità di servizi. C’è un deposito di distribuzione benzina il cui costo è già stato saldato e ci sono gli stipendi da versare». —

CLAUDIA GUARINO

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