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Ecco il Festival “Apritiborgo” che ha come tema “la donna”

ANNALISA MASTELLONE
Ecco il Festival “Apritiborgo” che ha come tema “la donna”

Fiore all’occhiello della giunta Soffritti. La partenza sabato con 23 compagnie per cinque giornate di spettacoli. La sindaca: «Sempre grande partecipazione»

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«Abbiamo creduto in questo Festival fin dall’inizio, e l’auspicio è che chi verrà dopo di noi continuerà su questa strada». Per la giunta Soffritti quella di ieri mattina era l’ultima conferenza stampa di presentazione di “Apritiborgo”, pronto a partire questo sabato con cinque giornate di spettacoli, per una quattordicesima edizione che ha come tema “la donna”.

Ventritrè le compagnie (di cui tre straniere) che daranno vita a oltre quaranta esibizioni ogni sera, per un totale di circa duecento repliche, trasformando l’antico borgo medievale in un grande teatro. «Questa è per me la nona edizione – ha detto Bertocchi – di un Festival che abbiamo visto crescere capendo subito le sue potenzialità e quanto potesse diventare importante per dare a Campiglia visibilità e una rilevanza anche nazionale. Senza nulla togliere agli altri eventi, questa è la manifestazione più importante del comprensorio, e lo dicono i numeri, la qualità degli spettacoli, la complessità della macchina organizzativa, le risorse spese e l’impegno. Grazie a tutti coloro che ci hanno lavorato, speriamo ci saranno altre edizioni». E la scelta dell’omaggio alla donna è Albero Masoni di Terzo Studio, direttore artistico del festival, a spiegarla: «Dopo Apritiborgo – ha detto – sono nate altri eventi che organizzano il centro storico con spettacoli di strada, ma noi abbiamo voluto sempre fare un passo avanti». Grazie al progetto presentato da Terzo Studio, anche quest’anno Aprtitiborgo ha avuto un contributo (10. 500 euro) dal Ministero per i beni e le attività culturali, difficile da ottenere. «Ogni anno daremo un tema – ha aggiunto –, quest’anno è l’altra metà del cielo, che significa che ogni artista singolo è un’artista donna (oltre alle diverse coppie e spettacoli collettivi dove ci sono anche uomini). Abbiamo voluto valorizzare la presenza della donna nel teatro di strada. Ci sarà anche un percorso fotografico dedicato alle donne campigliesi del secolo scorso, su installazioni che occuperanno finestre e portoni». Anche quest’anno i ragazzi dell’Accademia di Belle arti di Firenze guidati dal professor Massimo Mattioli hanno creato le scenografie che allestiranno il borgo. Dedicata alla donna anche l’esibizione dell’associazione Vieniteloracconto che, come spiegato alla stampa da Paola Coppini, racconterà fiabe e novelle della tradizione toscana. «Prematuro fare bilanci – ha detto Soffritti – ma Apritiborgo ha caratterizzato questa storia amministrativa. Abbiamo sempre puntato sul Festival che ha avuto ogni anno grande partecipazione e successo, come dimostrano i vari tentativi di emulazione moltiplicatisi, anche se la conformazione di Campiglia non rende la manifestazione esportabile in altri luoghi. Continueremo a credere in Apritiborgo e organizzeremo anche la prossima edizione, con l’auspicio che chi ci succederà decida di continuare su questa strada, anche con modifiche o novità, ma dando un segno anche per il futuro della cultura e per la diffusione del nome di Campiglia con manifestazioni importanti come questa». –

ANNALISA MASTELLONE

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