Il Tirreno

La campagna si chiama “Questo non è amore”. Un punto di ascolto che si avvale di agenti ma anche di uno psichiatra. Ecco come fare 

Donne maltrattate, la polizia offre il supporto di una équipe

no violenzaPORTOFERRAIODalla parte delle donne. Il Commissariato di Ps sceglie questa strada. Lo fa promuovendo la campagna “Questo non è amore”. L’iniziativa nasce a seguito dell’ultimo arresto...

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PORTOFERRAIO

Dalla parte delle donne. Il Commissariato di Ps sceglie questa strada. Lo fa promuovendo la campagna “Questo non è amore”. L’iniziativa nasce a seguito dell’ultimo arresto eseguito unitamente al commissariato di Pontedera e alle numerose segnalazioni ricevute, soprattutto nel periodo delle vacanze estive, da parte di donne oggetto di violenze o di atti prodromici quali pressioni, sms ripetuti, attenzioni non corrisposte, pressioni per incontri. Il commissariato mette a disposizione, con garanzia di assoluto anonimato e tutela della privacy, un momento d’incontro settimanale volto a rompere l’isolamento e il dolore delle vittime di violenza di genere, offrendo il supporto di un’équipe di operatori specializzati, donne della polizia di Stato, e lo psichiatra Adolfo Santoro che offrirà gratuitamente, in collaborazione con la Polizia di Stato e il commissariato, la propria competenza. Per prendere appuntamenti con il team di esperti occorre semplicemente comporre il numero 0565-919511, oppure scrivere a comm.portoferraio.li@pecps.poliziadistato.it. Un’idea, quella del progetto contro la violenza di genere che, partito a luglio del 2016, ha consentito di contattare decine di migliaia di persone, in maggioranza donne, diffondendo informazioni sugli strumenti di tutela e di intervenire su situazioni di violenza e stalking che diversamente sarebbero potute rimanere ingabbiate nel dolore domestico. La leggera flessione dei delitti tipici (dai femminicidi, alle violenze sessuali, dai maltrattamenti in famiglia agli atti persecutori) non ferma l’impegno di prevenzione: non solo perché il numero assoluto delle vittime continua ad essere inaccettabile, ma perché l’esperienza di polizia mostra l’esistenza di un “sommerso” che troppo spesso non si traduce in denuncia. Oltre alla tutela offerta dalla legge la battaglia più importante si gioca sul campo della prevenzione, in cui la polizia di Stato è impegnata, non solo nel contribuire attraverso l’informazione al superamento di una mentalità di sopraffazione, ma anche a fare da sentinella per intercettare prima possibile comportamenti violenti e intimidatori. —

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