Il Tirreno

la festa dei venti anni a Populonia 

«Il parco archeologico, un esempio in Italia»

«Il parco archeologico, un esempio in Italia»

Tanti interventi ieri nel convegno che ha inaugurato la due giorni di celebrazioni e di rivelazione dei progetti futuri

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PIOMBINO. Festa per il ventennale del Parco archeologico di Baratti e Populonia con il convegno “Ricerca, valorizzazione e management: tra passato e futuro del parco archeologico di Baratti e Populonia”. Il convegno ha rappresentato l’occasione per parlare di 20 anni di ricerca e valorizzazione portati avanti dal momento della nascita del Parco e per presentare la ricerca archeologica nei Parchi con gli ultimi aggiornamenti sugli scavi in corso.

La giornata di ieri, moderata dal giornalista de Il Tirreno Manolo Morandini, si è aperta con i saluti di Paola Pellegrini (assessore alla Cultura di Piombino), Francesco Ghizzani Marcìa (presidente della Parchi Val di Cornia) e Maurizio Martinelli della Regione Toscana, che ha sottolineato come l’accordo firmato nel 1998 per la gestione del Parco sia stato innovativo e precursore di un percorso che la Regione ha seguito con altre realtà e ha messo in evidenza il ruolo di Populonia come esempio di buona pratica, in quanto laboratorio ottimale per la ricerca volta anche alla valorizzazione e fruizione.

Il sindaco di Piombino, Massimo Giuliani, pur non essendo presente ha inviato comunque una sua dichiarazione per questo importante appuntamento: «La Società Parchi Val di Cornia rappresenta un modello di gestione e di valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici molto innovativo, sostenuta da più Comuni di uno stesso territorio. Nata in maniera quasi sperimentale 20 anni fa e divenuta presto un esempio da seguire. Consentendo di andare oltre l’idea riduttiva e meramente conservativa del parco, per rappresentare in maniera dinamica la capacità di coniugare la tutela degli aspetti naturalistici, paesaggistici e storico culturali con la valorizzazione economica degli stessi. Ciò fa sì che la Parchi sia una società che fa impresa culturale e sia capace di generare ricadute in positivo su tutto il comprensorio».

Claudio Bocci (direttore di Federculture) nel suo intervento Bocci ha messo in evidenza come l’esperienza di Parchi di Val di Cornia sia stata iniziatice di una visione di pianificazione strategica e progettazione integrata che ha messo insieme asset tra loro diversi ma sotto un unico soggetto che oggi definiamo impresa culturale, nell’ottica di una valorizzazione in ambito territoriale.

Si è passati poi a fare un bilancio sui 20 anni del parco e sui progetti con gli interventi di Silvia Guideri, Marta Coccoluto e Francesco Ghizzani Marcìa. «È una storia di buone pratiche, di visione strategica di un territorio, di coinvolgimento di un’intera comunità, quella che ha portato alla nascita del Parco Archeologico di Baratti e Populonia» ha detto Marcìa. È stato poi presentato il Masterplan di Baratti e Populonia a cui hanno collaborato professionisti tra cui Tessa Matteini (Università di Firenze), Giancarlo Fantilli (Università di Firenze), Anna Lambertini, Andrea Ugolini (Università di Bologna). Oggi giornata dedicata agli aggiornamenti degli scavi in corso. —

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