Italia
Monta la protesta contro Moby «Così Cavo viene danneggiata»
Da un mese non c’è più il collegamento con grossi disagi per turisti e operatori. L’opposizione attacca la giunta, e Onorato entra nel mirino dei social
Sarebbe dovuta entrare in servizio ieri la motonave della Moby che collega Piombino con Cavo. Poi, in serata, è arrivato l’ennesimo rinvio. Se ne parlerà la prossima settimana. Il Bastia, il traghetto che era utilizzato sulla tratta Cavo-Piombini, è stato spostato a Santa Marina di Gallura, perché il Giraglia che effettuava i collegamenti tra Sardegna e Corsica ha avuto problemi al motore ed è tuttora fermo a Genova. Sicché da un mese Cavo dispone solo dell’aliscafo Toremar. Per chi vuole raggiungere questo versante dell’Isola, con la macchina si vede costretto a raggiungere Rio Marina, dove opera la nave della Toremar.
Ed è da circa un mese che gli imprenditori turistici, albergatori e titolari delle varie agenzie, a cui si devono aggiungere anche i residenti che per necessità o per quant’altro si devono spostare a Piombino con la propria autovettura, fanno sentire la propria voce. «Questa mattina dovrebbe essere presente in comune - dice Fortunato Fortunati, vicesindaco - il sindaco Marco Corsini. Il problema dei collegamenti marittimi a Cavo è ai primissimi posti dell’agenda di lavoro della giunta. Non si può rimanere insensibili alle rimostranze e alle richieste che ci vengono da più parti».
Per conoscere che aria tira da queste parti, basta consultare e navigare sui social e riscontrare a che punto si trova la contestazione. Anche la minoranza si è mossa. «Nostri elettori - ha detto Umberto Canovaro, capogruppo di ’Terra Nostra’ - della frazione di Cavo ci hanno fatto sapere il loro disappunto e la loro contrarietà. Noi ci siamo interessati facendo pervenire una lettera all’Autorità portuale, perché prenda in considerazione il problema. Ma devo ammettere che fino a ieri non è giunta nessuna comunicazione. Il tempo dei buoni propositi è finito. Ora occorre passare ai fatti. Se questa amministrazione crede nello sviluppo turistico di Cavo e anche nelle sue potenzialità termali deve assolutamente potenziare i collegamenti marittimi e garantire che ci siano. Alle buone intenzioni formulate dal sindaco non ha fatto riscontro alcuna reazione. Cavo continua a non avere il collegamento. Né la minoranza è stata invitata ad affrontare il problema e a individuare una via di uscita».
E ci sono anche gli albergatori a far crescere l’onda del malcontento.
«"Non avere un traghetto diretto - dice la titolare dell’albergo Marelba - comporta un notevole disagio. I nostri clienti arrivano da noi accaldati, sfiniti dall’attesa e dal viaggio. Stanchi di aver fatto una fila incredibile all’imbarco». «Solo 24 ore prima dell’imbarco - rincalza la dose il responsabile dell’hotel La Pineta - i clienti che hanno pagato il biglietto a febbraio o marzo sono informati del dirottamento su Rio Marina o Portoferraio. Un nostro cliente tedesco - conclude - si è dovuto alzare alle 6 di mattina per imbarcarsi a Rio Marina alle 8,30, quando sarebbe potuto partire comodamente da Cavo, acquistando mezza giornata di mare». --
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