Il Tirreno

il contrattacco di barbetti 

«Corsini chi? Sulla sua carica c’è già il conto alla rovescia»

«Corsini chi? Sulla sua carica c’è già il conto alla rovescia»

Dal sindaco di Capoliveri parole al vetriolo: se vuole la guerra con l'Elba  ha trovato pane per i suoi denti Sappiamo come difenderci

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PORTOFERRAIO. Veleno dopo veleno. Le parole del presidente dell’Autorità portuale Stefano Corsini hanno varcato rapidamente il canale arrivando fino all’isola. E la risposta della politica locale è stata durissima. Il primo a replicare al presidente è il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti.

«Stefano Corsini chi? Mi sembra un intervento veramente esagerato – scrive il sindaco sul suo profilo Facebook, rincarando la dose – Nemmeno fosse il Ministro dei Trasporti. Ricopre una carica politica, nominato da un politico. Se fosse eletto dal popolo che cavolo scriverebbe mai. Se vuole la guerra con l'Elba ha trovato pane per i suoi denti. Gli elbani sanno difendersi bene. Inizi a pensare ai problemi che assillano anche Portoferraio per la viabilità e a tirare fuori i soldi per una rotonda a San Giovanni sempre intasata ad ogni sbarco di nave».

Il sindaco di Capoliveri ricorda come l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale viva anche grazie ai soldi che arrivano dall'Elba.

«Di presidenti di Port Autority ne ho conosciuto tanti e la maggior parte sono spariti nel nulla dell'orizzonte amministrativo e politico italiano. Ricordo a Stefano Corsini che in Italia siamo in democrazia e i governi cambiano, eccome se cambiano – aggiunge Barbetti alzando ulteriormente i toni – Ed è già iniziato il conto alla rovescia sulla scadenza del suo incarico. E' solo questione di tempo. Nel frattempo impari ad avere più rispetto per gli elbani, per tutti gli elbani».

L’intervento di Corsini ha fatto arrabbiare anche il vicesindaco di Portoferraio, Roberto Marini. «Caro presidente queste sono affermazioni vergognose e irrispettose per l’intero territorio elbano – attacca – Quali interessi particolari? Si ricordi che l’isola vive di immagine e di accoglienza e quel che è successo sul porto di Piombino è contro l’Elba. Piuttosto non è da demonizzare il guasto ad un traghetto, quanto l’assoluta incapacità di organizzarsi ed organizzare i servizi in relazione a flussi eccezionali previsti o comunque prevedibili. Non mi dica che il porto è destinato ad andare in tilt ogni fine settimana, perché se così fosse sarebbe meglio cambiare mestiere. Cosa vuol dire, poi, indirizzare i flussi turistici? L’Elba è organizzata come tutto il resto del mondo; mi sembra, quindi, che dalle sue affermazioni estremamente pesanti emerga piuttosto un neanche poco celato nervosismo se non, addirittura, una particolare ostilità nei confronti dell’Elba». Marini chiede al presidente dell’Autorità portuale «perché la nuova parte del porto non è ancora agibile? Le nuove banchine in casi eccezionali avrebbero aiutato; perché sono ancora vuote? Tutti i display che indicano navi e partenze sui vari moli sono da tempo fuori uso e tali ci risultano ancora oggi; ma forse è colpa dell’Elba e degli Albergatori o meglio delle compagnie di navigazione». —

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