Il Tirreno

L’OMICIDIO DELl’ASCA 

Accoltellò a morte il compagno Fissata l’udienza in Corte d'Assise d’appello

A.D.G.
Accoltellò a morte il compagno Fissata l’udienza in Corte d'Assise d’appello

Beatrice Paini, condannata in primo grado a 16 anni e mezzo, spera in una riduzione di pena

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PIOMBINO. Omicidio dell’Asca, fissata per mercoledì 18 la prima udienza del processo in Corte d'Assise d’appello.

Beatrice Paini, 49 anni, già condannata in primo grado per l’omicidio del compagno Fabrizio Gratta, spera che le venga ulteriormente ridotta la pena. Già al primo processo il pubblico ministero Massimo Mannucci aveva chiesto 22 anni mentre il giudice aveva deciso per 16 anni e sei mesi.

Stavolta il suo avvocato Franco Balestrieri spera di far derubricare il reato da omicidio volontario a omicidio colposo e, quindi, di ottenere un’ulteriore sensibile riduzione della pena. «La dinamica della coltellata non fa pensare a un gesto volontario, continuo a ripeterlo perché ne sono convinto - dice l’avvocato - La mia cliente sta lavorando in carcere a Pisa ed è fiduciosa che in appello venga riconosciuto l’omicidio colposo. Anche io ci credo, pur essendo soddisfatto del risultato del primo grado, soprattutto dal punto di vista della quantità della pena. Ritengo però che la condotta della Paini debba essere qualificata come colposa e non dolosa, in base alle risultanze istruttorie e all’esame dei luoghi in cui accadde il fatto.

Il fatto avvenne due anni fa, nella notte tra l'8 e il 9 settembre 2016. Paini e Gratta, che convivevano da un paio di anni, avevano trascorso la serata alla Bavierafest di Venturina dopo aver bevuto un paio di aperitivi alla Rotonda, il bar di Colmata. Entrambi erano ubriachi quando, verso le due, erano rientrati in casa, al civico 36 di località Asca. Qui era scoppiata una discussione, una delle tante. Per motivi davvero futili: la musica troppo alta, lei che aveva chiesto di abbassarla per poi uscire con il cane, lui che si sarebbe rifiutato, poi il rientro della donna e altre liti per vecchi rancori, come i rapporti con l’ex moglie di lui, l’assegno di mantenimento e cose di questo genere. Urla, accuse, minacce fino al contatto fisico in cucina, dove lei afferrò un grosso coltello, la lama di venti centimetri, e con quello colpì il compagno. Un solo fendente, all'addome. Gratta barcollò all’indietro e poi cadde sul pavimento, cominciando subito a perdere molto sangue.

A telefonare al 118 fu la stessa Paini, alle 3. Pochi minuti dopo arrivarono i soccorritori e i carabinieri e fu allertato l’ospedale. Gratta fu portato subito al pronto soccorso mentre si allestiva la sala operatoria. Ma alle cinque del mattino l’uomo morì, praticamente dissanguato. —

A.D.G..

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