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Grave crisi nel mondo agricolo per piogge e gelate tardive
Le piante non fioriscono, in difficoltà gli olivicoltori per colpa delle basse temperature «Distrutta buona parte degli oltre 500 ettari di carciofaie della Val di Cornia»
VENTURINA. Pochi segnali positivi nell’annata agraria anche per i pesanti danni alle produzioni causati dall’andamento climatico.
È questa in sintesi l’analisi della Cia, la Confederazione italiana agricoltori, secondo cui «negli ultimi due anni, si è passati dalle gelate tardive di fine aprile 2017, alla grave situazione di siccità della stagione primaverile estiva, la meno piovosa degli ultimi duecento anni, per ritornare alle gelate di fine febbraio 2018, seguite da una primavera anomala, con precipitazioni ricorrenti, che hanno impedito il normale svolgimento dei lavori agricoli».
Le conseguenze di questa situazione si stanno facendo sentire pesantemente. «La trebbiatura dei frumenti – sostiene la Cia – ormai in pieno svolgimento nelle nostre zone, si sta caratterizzando per una minore quantità di raccolto per ettaro accompagnata anche da una minore presenza di proteine e di peso specifico, rispetto alle medie annuali. Un grano di minore qualità, slavato, anche causa delle bombe d’acqua che si sono abbattute sul territorio in prossimità della raccolta».
Inoltre resta il problema del prezzo, che secondo la Cia «continua ad attestarsi su livelli non remunerativi per i produttori, anche per i grani di migliore qualità, con le quotazioni “sotto la trebbia”, che sono in linea alle già basse quotazioni dello scorso anno, se non addirittura inferiori alla chiusura della vecchia campagna cerealicola».
Cattive notizie anche per l’olivo, con la gelata di fine febbraio, ha fatto più danni del previsto: «Ondate di freddo improvviso dopo periodi miti, come accaduto – dicono gli agricoltori – hanno provocato danni che si stanno manifestando in questo periodo».
Maurizio Viliani, vicepresidente Cia e olivicoltore di lungo corso nel territorio di San Vincenzo, parla di «spacchi nella corteccia, con conseguente aumento della rogna dell’olivo. Ci sono zone dove le piante non hanno fiorito, a causa delle basse temperature e anche dove era fiorito si è avuta una bassa allegagione a causa del piogge successive, in altre ancora le piante hanno perduto le foglie».
Un quadro non incoraggiante, anche se a macchia di leopardo nella provincia di Livorno. «La gelata – prosegue la Cia – è anche responsabile della distruzione di buona parte delle carciofaie della Val di Cornia, oltre 500 ettari destinati quasi totalmente al mercato locale per consumo fresco, che trovano grande apprezzamento presso i consumatori. Ma le piogge ricorrenti ed il clima caldo umido, delle scorse settimane hanno favorito anche lo sviluppo delle malattie fungine e delle infestanti, costringendo gli agricoltori a intervenire più frequentemente, col conseguente aumento dei costi di produzione, che limano i già magri ricavi aziendali. Una situazione che interessa le colture ortive di pieno campo – è la conclusione – come il pomodoro da industria, ma anche il vigneto in alcune zone della provincia». —
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