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Tre sole vele all’Elba: «Colpa degli scarichi»

Tre sole vele all’Elba: «Colpa degli scarichi»

Mazzantini (Legambiente) spiega che serve un parco marino “vero” e la nuova conduttura dei liquami

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PORTOFERRAIO. Tre vele assegnate dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano all’Isola d’Elba è un buon risultato. Niente da eccepire. Ma si potrebbe migliorare, quando si constata che, per esempio, la vicina isola di Capraia ne ha ottenuto quattro (5 con attribuzione della bandiera “gialla” rappresenta il massimo riconoscimento). Tre vele sono il medesimo riconoscimento attribuito lo scorso anno all'Elba. «Siamo sicuri – dice Umberto Mazzantini, di Legambiente – che con l’istituzione dell’area marina protetta l’Elba farà un balzo in avanti, alla luce anche del fatto che è stato attivato il nuovo impianto di depurazione delle acque di Schiopparello e che alla fine dell’estate entrerà a regime». Area marina protetta dell’arcipelago, dunque, questa perfetta sconosciuta. È stata creata nel 1982, porta infatti questa data nel suo pedigree, proclamata da anni ma mai realizzata. Esiste solo sulla carta. Invece è stata realizzata l’area marina protetta di Capraia, sarà dunque stato questo il punto in più che l’isola ha guadagnato nella Guida di Legambiente e Touring club? «Se si poteva disporre dell’area marina protetta anche all’Elba – continua – la maggiore isola della Toscana poteva ambire a una posizione migliore». Risultati, dunque, confortanti per le località balneari elbani, non c’è che dire. Ma gli altri hanno fatto meglio. «Siamo tuttavia sulla strada giusta – continua sempre Mazzantini –. Si prenda esempio di quanto fanno gli eco alberghi che sono sull’isola: ce ne sono alcuni davvero eccellenti. Perché non estendere a tutto il territorio elbano che è sempre più votato al turismo tali strutture?». E quali potrebbero essere? Al primo posto la depurazione di tutti i reflui domestici e una grossa mano la potrebbe dare l’impianto di Schiopparello. Poi il trattamento dei rifiuti e il riciclaggio di materiali. «Se si guarda alle località italiane premiate dalla – considera Mazzantini – esse rappresentano le esperienze positive per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, la gestione di un territorio d’eccellenza, la salvaguardia del paesaggio, i servizi offerti nel pieno rispetto dell’ambiente e le attività sportive di alta qualità all’aria aperta. In seconda battuta è premiato il paesaggio mozzafiato». In definitiva cosa si guarda sul territorio? Il suo stato di conservazione; poi la qualità dell'accoglienza e la sostenibilità turistica della località; la pulizia del mare e delle spiagge, la presenza di spiagge libere; le località che offrono luoghi di interesse storico-culturale, musei, siti archeologici; la presenza di servizi per disabili. Insomma una politica di valorizzazione paesaggistica, ambientale e tutela del territorio, accompagnata da iniziative di coinvolgimento e responsabilizzazione dei cittadini, nell’attesa dell’area marina protetta. Fondamentale infine è l’integrazione di Goletta Verde, il veliero ambientalista che ha tra le priorità la messa al bando delle plastiche, la lotta alla mala depurazione, lo stop definitivo alle trivellazioni, l'impegno perché il Mediterraneo diventi un mare di accoglienza e solidarietà. (l.c.)

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