«Più partecipazione prima di decidere su Creo»
Nell’assemblea al Multizonale la preoccupazione dei cittadini di Colmata Il vicesindaco Ferrini prova a tranquillizzare e promette altri confronti
PIOMBINO. Estendere la partecipazione dei cittadini alla discussione e alla conoscenza prima di assumere qualsiasi decisione. Con questo impegno del vicesindaco Stefano Ferrini si è conclusa l’assemblea organizzata dal Comune sul progetto Creo, previsto nell’Area produttiva ecologicamente attrezzata (Apea) di Colmata.
Un buon numero di cittadini – soprattutto residenti nella zona – si è presentato al Multizonale. Perché la preoccupazione c’è. Si parla ancora di trattare rifiuti, – la parte organica degli urbani provenienti da altre realtà – trasformandoli in lignite. Carbone, insomma.
In sala anche alcuni componenti del Comitato di salute pubblica, – nato di recente intorno ai temi ambientali e della salute, appunto, – che hanno contestato il progetto, temendo gli effetti dell’impianto.
Dalla platea è emersa la necessità di approfondimenti ulteriori nei quali coinvolgere voci diverse. I dubbi derivano sostanzialmente dalla eventuale localizzazione dell’impianto perché all’entrata della città, perché troppo vicino alle abitazioni e incompatibile con le attività turistiche e commerciali della zona.
Ferrini ha descritto le caratteristiche dell’area, già individuata per l’insediamento di piccole e medie imprese con il Piano Strutturale del 2007 e confermata nel 2014. Il vicesindaco ha rilevato che l’ambito produttivo di Colmata, insieme al Pip di Montegemoli, costituisce il nuovo comparto produttivo di Piombino, e sarà poi collegata con le nuove banchine del porto attraverso la realizzazione del sovrapasso ferroviario che si attaccherà alla nuova bretella dal Gagno.
«Si tratta dell’unica area disponibile in tempi relativamente brevi per far insediare piccole e medie imprese – ha aggiunto – proprio perché è l’unica ad essere fuori dal Sin, senza quindi la necessità di fare bonifiche che inevitabilmente, anche con le previsioni più rosee – sono molto lunghi. Se togliessimo Colmata avremmo capacità per massimo 5 nuove imprese nel Pip di Montegemoli per i prossimi 10 anni, condannando Piombino a non poter avere questo importante settore per il suo sviluppo economico e sociale».
Apea prevede la possibilità di insediare attività artigianali e industriali diverse. Creo srl ha richiesto di occuparne una parte, con un progetto che l’amministratore delegato Massimo Manobianco, provando a tranquillizzare i cittadini, ha definito all’avanguardia dal punto di vista ambientale e produttivo.
«Non ci sono punti di emissione, tutti gli elementi vengono trasformati – ha affermato – non si generano cattivi odori perché il processo è veloce, i camion chiusi superano due porte in entrata e due in uscita che si aprono e chiudono alternativamente senza consentire contatti con l’esterno e i rifiuti vengono trattati immediatamente. I problemi che accompagnano i processi di trattamento rifiuti derivano infatti dalla lunghezza dei processi e non è questo il caso. Otteniamo materie prime equivalenti e completamente rinnovabili».
L’intervento di Fausto Ferruzza, presidente regionale di Legambiente, ha focalizzato criticità diverse, sottolineando come «ogni progetto per essere valido debba avere una sostenibilità economica, ambientale e sociale. Per questo è importante coinvolgere la popolazione sin da subito nelle scelte perché anche la localizzazione degli impianti è importante».
«Nonostante i buoni propositi enunciati da Ferrini, l’assemblea si è trasformata nella difesa d’ufficio del progetto», afferma all’indomani Daniele Pasquinelli, capogruppo Cinque stelle che insieme agli altri consiglieri della lista aveva raggiunto il Multizonale abbandonando polemicamente la seduta in Comune in corso contemporaneamente. Una sovrapposizione di eventi poco comprensibile.
«La materia – aggiunge Pasquinelli – è molto complessa, soprattutto se si parte dal presupposto che l’unico impianto simile attualmente esistente in Europa si trova a Valencia, e occorrerà ben altro per dirimere tutti i dubbi e le perplessità. Quindi considero l’assemblea assolutamente interlocutoria. Questa tecnologia è ancora sconosciuta e su di essa non si trova letteratura scientifica, nonostante tutte le rassicurazione di parte, continuo a chiedermi se valga la pena assumere questo rischio, sia perché questo territorio ha già troppi problemi ambientali, sia perché quell’impianto sorgerebbe troppo vicino alle abitazioni. Credo convintamente che Piombino non possa più permettersi di fare salti nel buio, quindi invito l’assessore Ferrini ad una discussione molto più di dettaglio rispetto a quanto avvenuto martedì».
Anche Apea, col presidente Paolo Feroci, commenta: «Siamo in regola da tutti i punti di vista, a partire da quello urbanistico. Abbiamo presentato progetti e ricerche che confermano la fattibilità. Adesso Creo deve rispettare le 43 prescrizioni regionali. Se lo farà avrà tutto il diritto di andare avanti, non ci sarà più nulla da discutere. Eventuali dietrofront darebbero un colpo alla certezza del diritto e costituirebbero un brutto segnale per l’imprenditoria nazionale, potenziale investitrice». (v. p.)
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