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Geotermia, la Uiltec lancia un appello a Enel e istituzioni

Geotermia, la Uiltec lancia un appello a Enel e istituzioni

Concessioni a rischio, il sindacato chiede un protocollo Anche il sindaco di Monteverdi: «No allo spezzettamento»

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MONTEVERDI. Che ne sarà della geotermia se passa al Parlamento europeo l’idea che il vapore del sottosuolo non è un’energia rinnovabile? Che ne sarà di questa ricchezza produttiva per l’industria e corposa integrazione dei bilanci comunali nell’area della Colline metallifere se la Regione assegnerà le future concessioni a una molteplicità di operatori? Ed Enel Green Power se non verrà più considerato unico referente del territorio andrà a investire altrove, come in parte già sta facendo grazie al know how acquisito da queste parti?

Sono interrogativi che gli amministratori delle Colline metallifere si pongono già da tempo e coerentemente si impegnano per far sentire la loro voce dove si prendono le decisioni. È di qualche mese fa un documento sottoscritto dai sindaci del territorio, illustrato da una delegazione all’Europarlamento. È invece di questi giorni un intervento della Uiltec, il sindacato di settore elettrico della Uil, a firma di Walter Bardelloni, coordinatore per la Toscana. Ed è una chiara presa di posizione: «La Geotermia è strategica per tutta la Toscana, oltre che per la Val di Cecina e le Colline metallifere – scrive il sindacato – e altrettanto strategico per l’economia del Paese è il ruolo svolto dall’Enel (tramite Green Power)».

«La realtà in cui vivono i 10 comuni geotermici è a conoscenza di tutti – sottolinea Bardelloni – a partire dalle infrastrutture e dalla viabilità, praticamente abbandonate, per arrivare alla diversificazione occupazionale e altre forme di reddito praticamente inesistenti. Pertanto occorre rilanciare con forza una campagna di sensibilizzazione di tutti i soggetti sociali, istituzioni e cittadini, per una crescita industriale e turistica del territori interessato».

Uiltec sollecita nel dettaglio un maggiore coinvolgimento di istituzioni, parti sociali ed Enel per realizzare un protocollo d’intesa «che impegni tutti, oltre che sullo sfruttamento della geotermia, sul miglioramento della viabilità per dare prospettiva di sviluppo e diversificazione anche attraverso l’uso del vapore a bassa entalpia, e rilancio del turismo, proponendo su larga scala maggiori conoscenze dei fenomeni naturali che potrebbero diventare mete interessanti per visitatori da tutto il mondo». L’impegno della Uiltec e della Uil, conclude Bardelloni «è di aprire un dibattito a tutto campo che promuova uno sviluppo sostenibile nell’interesse più generale di tutti i cittadini».

«Alla buon’ora!” è il primo commento alla nota sindacale del sindaco di Monteverdi, reduce da un convegno a Pomarance, dove alla presenza di numerosi amministratori, ha sostenuto, come fa da tempo, che la geotermia è una indispensabile risorsa per i comuni del territorio, per la Toscana (che consuma una quota rilevante dell’energia elettrica prodotta qui), per l’economia nazionale; e che l’Enel è una presenza industriale strategica. Carlo Giannoni naturalmente apprezza che il sindacato Uiltec spezzi una lancia in favore di argomenti che sono pari pari le sue convinzioni, ma tiene a sottolineare un punto in modo particolare: «Va detto un no chiaro e secco all’ipotesi di spezzettamento delle concessioni, il cui esito è facilmente prevedibile: finita la concessione, il produttore se ne va senza preoccuparsi troppo di come lascia il territorio da lui sfruttato. L’Enel non fa così e si impegna a garantire la vita dei pozzi da cui estrae il vapore, oltre a dare benefici irrinunciabili ai Comuni e ai cittadini dell’area geotermica. Come suggerisce l’antico proverbio, non ha senso lasciare la strada vecchia per un incerto futuro».

Giorgio Piglia

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