Il Tirreno

Casetta di Cornia, terra di mezzo dei rifiuti

Casetta di Cornia, terra di mezzo dei rifiuti

Conferimento difficile a causa della lontananza dei cassonetti. “Suvereto protagonista” sollecita Parodi

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SUVERETO. Esiste una sorta di “zona franca” fra i comuni di Suvereto e quello di Campiglia per quanto riguarda il servizio di nettezza urbana al quale non possono accedere i suveretani, se non con disagio non indifferente.

Infatti una decina di famiglie che abitano in zona Casetta di Cornia pagano regolarmente la Tari, ma non hanno né il servizio porta a porta né i cassonetti per depositare i propri sacchetti per problematiche legate alla viabilità privata e pubblica indispensabili per arrivare a destinazione. Il risultato è che debbono farsi alcuni chilometri per arrivare a quelli posizionati in localita “Le Case”, o addirittura a San Lorenzo, il che non rappresenta davvero l’ideale.

In proposito il gruppo “Suvereto protagonista” ha presentato una richiesta scritta al sindaco firmata dal suo capogruppo Luca Dell’Agnello e lo stesso Parodi ha informato, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, che darà risposta nella prossima riunione del consesso cittadino. «La fattoria e la zona circostante ormai rappresentano un vero proprio piccolo nucleo abitativo – osserva Dell’Agnello – e l’anomalia si fa sentire sempre più. Intanto i nostri concittadini si sono fatti riconoscere la tariffazione agevolata prevista per chi abita a più di seicento metri dai cassonetti, ma resta pur sempre un mancato servizio discriminatorio nei loro confronti al quale speriamo si trovi la soluzione consona» .

La zona confina con il territorio campigliese della frazione Cafaggio e ciò è causa di una situazione particolare: «In pratica – osserva il capogruppo Pd – gli abitanti di Casetta di Cornia sono a pochi passi dai cassonetti posti dal comune di Campiglia e questo può causare qualche invasione di campo per necessità contingenti… Ovviamente il comune confinante non può farsene carico e nella zona ci sono le famose fototrappole che riprendendo targhe automobilistiche ed altro con conseguenti spiacevoli multe» .

Quindi si attende una soluzione a questo problema che, secondo Dell’Agnello, può essere trovata: «È vero che c’è un tratto di strada privata che complica un po’ l’intervento pubblico, ma si potrebbe far diventare quel tratto stesso almeno come via vicinale e quindi più accessibile ai mezzi pubblici della raccolta. E questo faciliterebbe anche la soluzione di analoghi problemi per il servizio postale e dello stesso scuolabus» .

Michelangelo Pasquinelli



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