Il Tirreno

«No alla firma di accordi con Jsw»

«No alla firma di accordi con Jsw»

Camping cig, Opposizione Cgil e Usb: vogliono farci trovare di fronte al fatto compiuto

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PIOMBINO. Il sindacato non deve firmare nessun tipo di accordo con Jindal, per questioni di merito e di metodo.

È questo l’appello contenuto in una nota congiunta di Coordinamento Art. 1 – Camping Cig, Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione Cgil e Usb Piombino secondo cui dagli ultimi incontri sia in Regione che al Mise, «appare evidente una sola cosa: la volontà della multinazionale Jsw, espressa per bocca del redivivo Azzi, di firmare immediatamente un accordo con i sindacati e di non avere noie sul terreno delle bonifiche e dell’utilizzo del territorio. Anche una qualsiasi forma di controllo governativo gli risulta inaccettabile. Per raggiungere questi obiettivi Azzi (non il governo, che era presente solo con un funzionario senza alcun potere) ha riconvocato per martedì 12 al ministero i sindacati per la firma di un documento che, anche se non definito accordo, in futuro ne avrà la forza».

In realtà infatti si parla di un “verbale d’incontro” ma per i tre gruppi «ancora una volta, come quattro anni fa, l’intenzione è quella di porre i lavoratori e tutta la comunità di fronte al fatto compiuto, senza un piano industriale degno di questo nome, senza una definizione di tempi, senza neppure l’indicazione dei livelli occupazionali (anche se tra le righe si capisce esattamente che ci saranno “esuberi”) e senza chiarezza né sugli ammortizzatori sociali né sui lavoratori dell’indotto».

Per questo «i sindacati nel prossimo incontro non devono assolutamente firmare nessun tipo di accordo, per una questione di merito ed una di metodo».

Quella di merito è che « se non vogliono far finta di dimenticare cosa è successo con Cevital, devono pretendere di avere in mano un piano industriale di investimenti, e non la vaga promessa di “uno studio di fattibilità di due anni”, al termine del quale può risultare che Jsw non ha nessun interesse a fare gli investimenti e noi ci troveremo con altri 1.200 disoccupati. Tra l’altro, senza una presenza qualificata del nuovo governo, non potremo avere risposte sulla vigilanza e sugli ammortizzatori sociali».

Nel metodo invece ai sindacati viene detto che «non avete nessun diritto di firma se prima non consultate coloro che rappresentate e che, unici, hanno il diritto di accettare o di rifiutare gli accordi. Allora, con i documenti in mano, prendiamoci il tempo di studiare e capire bene prima di decidere. Ogni altra scelta diversa da questa certificherà la vostra subalternità alle esigenze delle multinazionali e rappresenterà un’ulteriore, gravissima perdita di fiducia dei lavoratori».



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