Il presidio
Il Prc: si discuta in Consiglio del Piano industriale di Jindal
PIOMBINO. «“Issad Rebrab è oggi un grande imprenditore italiano”, così il primo luglio 2015 Enrico Rossi si espresse su Issad Rebrab che doveva fare di Piombino “la stella del Mediterraneo” e il...
PIOMBINO. «“Issad Rebrab è oggi un grande imprenditore italiano”, così il primo luglio 2015 Enrico Rossi si espresse su Issad Rebrab che doveva fare di Piombino “la stella del Mediterraneo” e il “ centro mondiale dell’acciaio di qualità”. Già all’epoca ci sembrarono esagerate tali affermazioni. Eppure il comunicato Anselmi-Marras li ha superati, addirittura si parla di nuova politica industriale da mostrare al mondo e che governi la globalizzazione. Roba da far tremare le vene ai polsi».
Così si esprime in una nota Rifondazione comunista, secondo cui «negli ultimi cinque anni le amministrazioni succedutesi si sono fatte prendere in giro da Khaled prima e da Rebrab poi. Lo stabilimento è distrutto, le condizioni di sicurezza pessime, i lavoratori a casa in Cassa da anni, l’indotto annientato, la città e il territorio economicamente a terra; le bonifiche... queste sconosciute. E che fa il Pd? – prosegue il Prc – Ricomincia con la narrazione felice elevata a potenza delle magnifiche sorti e progressive della fabbrica e del territorio, parlando di politica industriale e strategicità della produzione di acciaio, quando non sono stati capaci mai di una vera programmazione nazionale industriale pubblica, cosa che Rifondazione ha sempre chiesto a gran voce, ma solo di svendere le più grandi industrie siderurgiche ( e non solo) al miglior offerente».
Quindi per Rifondazione conviene «restare con i piedi per terra. A ora Jindal non ha presentato alcun Piano industriale; non sappiamo che vuole fare di preciso e con quanti lavoratori a regime (1350? 1500?); non sappiamo dove e come vuole piazzare i forni elettrici né del loro impatto sul territorio; non sappiamo se la cosiddetta variante Aferpi (approvata a buoi scappati dalla stalla), sia ancora adeguata; non sappiamo se e come bonificherà e smantellerà».
«Sappiamo però che Jindal vuole fare l’accordo con i sindacati a scatola chiusa – prosegue il Prc – che ha costituito una srl, una forma societaria in cui la responsabilità è limitata, tipica delle piccole imprese, sappiamo che vuole le concessioni sul porto per 50 anni, anche queste a scatola chiusa. Vogliamo aggiungere che adesso il tutto verrà gestito da un Governo che pensa di chiudere Taranto»?
Così Rifondazione comunista chiede come partito e come gruppo consiliare che, «non appena in possesso del Piano Industriale, ne venga consegnata copia ai gruppi consiliari, che venga convocato un consiglio comunale straordinario tematico aperto e – è la conclusione – venga organizzata dall’amministrazione un’iniziativa pubblica di presentazione e discussione con la cittadinanza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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