Il Tirreno

Nidi di tartaruga Nuovi volontari per la mappatura

PORTOFERRAIO. Con lo slogan “Chi trova un nido di tartarughe, trova un tesoro”, Legambiente arcipelago toscano lancia la campagna di reclutare volontari che si prendano a cuore le sorti delle uova...

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PORTOFERRAIO. Con lo slogan “Chi trova un nido di tartarughe, trova un tesoro”, Legambiente arcipelago toscano lancia la campagna di reclutare volontari che si prendano a cuore le sorti delle uova di tartaruga caretta caretta. Così, dopo l’eccezionale deposizione dell’estate 2017 sulla spiaggia di Marina di Campo i volontari ambientalisti si riorganizzano di nuovo.

Tra qualche giorno inizia il periodo di nidificazione delle tartarughe marine che si protrarrà fino a fine agosto. Forti dell’esperienza 2017 quando una caretta caretta ha fatto il nido tra le sdraio dei bagni 2 da Sergio e gli ombrelloni dell’affollatissima spiaggia, i soci di Legambiente non intendono farsi trovare impreparati nel caso si verificasse un altro evento similare. Dal nido del 2017, al momento della schiusa di ben 103 uova (il record del 2017 per il Mediterraneo) uscirono altrettanti esemplari, grazie al controllo costante del nido da parte dei volontari e dei bagnini. Adesso, mentre Legambiente arcipelago toscano distribuisce ai titolari di stabilimenti balneari e punti blu e ai pescatori il materiale informativo preparato dall’Osservatorio toscano per la biodiversità della Regione Toscana, il Cigno Verde cerca volontari per il monitoraggio delle otto più grandi spiagge sabbiose dell’Elba (Marina di Campo, Cavoli, Fetovaia, Procchio, Biodola, Lido, Naregno, Lacona), dove è più probabile che una mamma tartaruga decida di scavare un nido e depositare le preziose uova. Come spiega Isa Tonso, responsabile del gruppo tartarughe marine di Legambiente Arcipelago Toscano: «Si tratta – dice l’esperta – di fare una passeggiata la mattina presto, prima che i bagnini rastrellino la sabbia, in cerca delle caratteristiche tracce che le tartarughe lasciano quando risalgono le spiagge per deporre le uova».

Un’attività semplice, gradevole e salutare ma che potrebbe aiutare molto le mamme tartarughe e consentire ai loro piccoli di emergere sani e salvi dalla sabbia e ripopolare il mare, confermando anche che l’eccezionale nidificazione dell’estate 2017 non è un episodio ma l’inizio di una colonizzazione di questi antichissimi e pacifici rettili marini che vengono dal passato per ricordarci quale potrebbe essere di nuovo il futuro del mar Tirreno.

Luigi Cignoni

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