L’archivio delle acciaierie verso il passaggio al Comune
Il progetto curato dall’archivio storico attende l’atto di deposito dall’azienda Un immenso patrimonio documentale sulla storia della fabbrica e della città
PIOMBINO. A conclusione dell’accordo triennale per la valorizzazione del patrimonio archivistico, la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana e la Regione hanno organizzato a Firenze una giornata di studi sul tema “Memoria e contemporaneità. Una, nessuna o centomila? ”. L’evento è stato occasione di confronto sui temi della memoria e dei rapporti fra memoria e contemporaneità e allo stesso tempo per condividere idee, risorse e progettualità per la valorizzazione e tutela del patrimonio archivistico e bibliografico.
Durante il convegno, infatti, sono stati allestiti spazi illustrativi su progetti di valorizzazione del patrimonio archivistico della Toscana a cura di enti, associazioni, università come la Scuola normale superiore di Pisa, il Gabinetto “Vieusseux”, il museo Magma e centro di documentazione Ivan Tognarini di Follonica, il teatro Metastasio di Prato, il Centro Pecci di Prato, il parco minerario dell’isola d’Elba e altri.
Tra questi ha partecipato l’archivio storico del Comune di Piombino per presentare il progetto di recupero dell’archivio delle acciaierie. Il progetto, rispetto al quale l’archivio storico è impegnato da tempo, prevede il recupero dell’archivio documentale dello stabilimento, di straordinario interesse storico per la città e per le altre realtà italiane e sovranazionali interessate alla storia della siderurgia.
L’archivio, conservato attualmente a Piombino in una palazzina nel perimetro della fabbrica, contiene documentazione che va dal secondo dopoguerra fino agli anni ’90 del Novecento con la ricostruzione delle fasi attraversate dallo stabilimento siderurgico e della memoria storica della città e del territorio. Per dare un’idea della sua imponenza basta dire che consta di circa 3 chilometri di scaffalatura piena di documenti.
Le carte rivestono un notevole interesse ai fini della ricostruzione storica dell’attività economico-industriale, del ciclo produttivo, delle caratteristiche sociali del lavoro operaio in Toscana, del rapporto tra industria e città, della sicurezza del lavoro e molto altro.
Di particolare interesse infatti, la documentazione riguardante il personale: cartelle di operai licenziati e trasferiti dal 1952, documenti sull’attività sociale organizzata dalla fabbrica per i dipendenti, settimane bianche, colonie estive.
Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro sono conservate denunce e rapporti di infortuni, registri di infermeria, inserti sulle malattie professionali, cartelle relative alle cure termali. E poi ancora documenti relativi agli scioperi, punizioni, cause tra società e dipendenti negli anni 50/70, provvedimenti disciplinari, accordi aziendali.
L’obiettivo immediato dell’amministrazione comunale, in accordo con l’azienda, è mettere in sicurezza l’archivio il prima possibile trasferendolo in una sede più adeguata per la corretta conservazione e valorizzazione, sulla base di un contratto di deposito tra azienda e Comune che deve essere ancora siglato. Il percorso è iniziato nel 2015 con uno scambio di lettere tra il sindaco di Piombino Massimo Giuliani e Lucchini amministrazione straordinaria, con cui il Comune si impegnava a ricevere in donazione o in deposito l’archivio ai fini della sua tutela e valorizzazione.
Recentemente il Comune ha firmato un contratto di comodato d’uso con la Sol per avere in disponibilità alcuni locali dello stabile ex Volpi, in viale Unità d’Italia, dove conservare il materiale documentario, ed è in attesa dell’atto ufficiale di deposito dell’archivio da parte dell’azienda per procedere con i lavori di adeguamento dei locali Sol e col trasferimento del materiale. Potrebbe trattarsi della prima fase di un progetto più ampio per la realizzazione di un Centro di documentazione e di ricerca sulla storia della siderurgia a Piombino, un tema sempre caro a Ivan Tognarini, scomparso nel 2014, e al quale lo studioso ha dedicato molta parte delle sue ricerche.
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