Il Tirreno

Un secolo fa all’Asca c’era una base aeronautica

di GIANPIERO VACCARO
Un secolo fa all’Asca c’era una base aeronautica

Nei primi mesi del 1918 la Regia Marina acquistò il dirigibile SS5 in Gran Bretagna Il 16 maggio l’aeronave, non del tutto a punto, da Pontedera arrivò a Piombino

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La breve storia della base aerea piombinese coincide con quella dell’aeronave da esplorazione che fu destinata ad operarvi.

Il dirigibile SS5 (Sea Scout 5) fu acquistato dalla Regia Marina in Gran Bretagna nei primi mesi del 1918.

Nel corso del mese di aprile l’aeronave, trasferita smontata al cantiere aeronautico di Pontedera, fu gonfiata e attrezzata.

Il 2 maggio, agli ordini del capitano Renato De Gregorio, iniziò la fase di collaudo. Le cronache ci riportano che era una bella giornata primaverile, funestata però dalla notizia del grave incidente accaduto al dirigibile U5. Di ritorno a Pontedera da una missione su Piombino e l’Elba, nei pressi di Castellina Marittima, un cedimento strutturale aveva provocato la morte dei 5 giovani militari a bordo e la completa distruzione dell’aeronave.

Collaudi e prove impegnarono il dirigibile SS5 e il suo equipaggio per un totale di 10 ore di volo, suddivise in 11 ascensioni nel cielo di Pontedera.

La mattina del 16 maggio di cento anni fa, benché non fosse del tutto a punto, l’aeronave fu trasferita a Piombino dove le operazioni di costruzione dell’hangar metallico e delle baracche di servizio, presso il podere Asca, erano terminate.

Il volo si svolse regolarmente, lungo l’itinerario Pontedera-Livorno-Cecina-Golfo di Baratti-Piombino, in due ore e venti minuti.

A bordo, oltre al comandante De Gregorio, il sergente Walter Becchia e il marinaio attrezzatore Tullio. Con quel primo atterraggio iniziava l’attività dell’aeroscalo di Piombino.

Quattro giorni dopo, su ordine del Comando Difesa Traffico di Livorno, il dirigibile compì un breve volo sul Canale di Piombino.

Il 2 giugno 1918 la piccola aeronave fu dichiarata pronta e a punto e iniziò ufficialmente il suo servizio di esplorazione e difesa del traffico navale. La sua zona di operazioni si estendeva da Piombino all’Argentario e comprendeva le acque dell’arcipelago toscano.

Dal 21 giugno al 30 luglio, in sostituzione del capitano De Gregorio, il comando fu assegnato provvisoriamente al tenente Giulio Grazi. L’attività dell’aeronave piombinese fu intensa. Fra il 21 giugno e l’1 agosto 1918 furono compiute 34 uscite per un totale di quasi 75 ore di volo effettivo.

La mattina dell’1 agosto il dirigibile SS5 decollò per quella che sarebbe stata la sua ultima missione. Durante il volo, tra l’Argentario e l’isola del Giglio, il comandante De Gregorio notò che il dirigibile rispondeva in modo sempre più irregolare ai comandi.

L’esperto ufficiale decise di rientrare alla base ma, sulla verticale di Portovecchio di Piombino, un timone andò definitivamente fuori uso e la macchina divenne praticamente ingovernabile. Aiutato dalla sua esperienza e dal vento favorevole, il comandante riuscì a riportare l’SS5 nei pressi dell’aeroscalo. Ma i guai non erano finiti. Giunto a 80 metri di quota, per effetto del riscaldamento dell’involucro dovuto alla bellissima giornata estiva, il dirigibile schizzò a una quota di 250 metri. Furono momenti drammatici: agendo sulle valvole del gas, che andarono anch’esse in avaria, dopo 4 ore e 15 minuti il dirigibile fu infine riportato a terra.

Constatati i danni, nei giorni seguenti il dirigibile SS5 fu sgonfiato e, successivamente, tutto il materiale inviato a Pontedera, via ferrovia.

L’aeronave non fu più riparata e pochi mesi dopo fu messa in disarmo e demolita.

Così, mestamente, cento anni fa ebbe fine l’attività dell’Aeroscalo di Piombino.



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