Il Tirreno

Mancano i finanziamenti per gli interventi antifrana

di Cecilia Cecchi
Mancano i finanziamenti per gli interventi antifrana

Si chiude solo la prima fase di recupero su viale del Popolo con 200mila euro del Comune Capuano: «Transenne a Tolla alta. Ma tutta la falesia è costantemente monitorata»

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PIOMBINO. Sbriciolata parte di collina alla Tolla alta. Smottamenti a Salivoli e sulla costa del Promontorio (come vicino alla Cala di San Quirico). Delle aree in attesa che subirono di più la pioggia torrenziale del 30 novembre 2008, ad oggi il Comune riuscirà a portare a termine solo la messa in sicurezza della scogliera che si affaccia su piazza Bovio (200mila euro da fondi propri).

Esauriti i 7 milioni del “progetto Piombino” coperto da finanziamenti regionali, dilazionati per il ripristino delle emergenze più gravi: cento scalinate sotto i Frati, piazza Manzoni, lungomare Marconi. «Il cantiere di viale del Popolo – interviene l’assessore ai lavori pubblici Claudio Capuano – è sospeso per pochi giorni perché è stato necessario ordinare una rete adeguata. Finanziato dal Comune con un anticipo di 200mila euro, fa parte del maxi intervento di viale del Popolo per una spesa generale di un milione e 800mila euro. Resta da trovare un milione e mezzo per concludere. Stessa situazione per Calamoresca dove è stata messa in sicurezza la discesa a mare e c’è già un progetto preliminare, mancano i fondi come per l’ultimo lotto da sotto i Frati a viale Amendola».

La new entry Tolla alta? «Una collinetta – risponde Capuano – nelle ultime settimane interessata da frane; l’area è stata transennata ma non c’è pericolo ed è già in corso una perizia». Segnalati dagli abitanti di Salivoli problemi a ridosso degli scogli, sotto Villa Nardi: «Dal sopralluogo – dice l’assessore – non risulta una frana, ma uno smottamento e non desta preoccupazione». Nuovo cedimento di costa vicino a Cala San Quirico. E si torna a parlare delle crepe sul piazzale di Calamoresca legate alle facili infiltrazioni perché la scarpata sottostante è stata utilizzata – nel recente passato – come discarica ed è fatta soprattutto di materiale terroso e rocce. Senza scordare che, sempre negli anni Cinquanta, per la realizzazione della chiusa davanti al porto, venivano portati via scogli dal mare (che stavano a protezione della costa). «La falesia è fragilissima di per sè e le piogge attuali agevolano smottamenti. Vicino a Cala di San Quirico non c’è spiaggia e non ci sono pericoli. Dallo studio del 2010 redatto da Canuti (scienze della terra, università di Firenze ndr) fu chiaro che i fenomeni franosi del 2008 non erano finiti. Oltre al consolidamento il censimento è continuo» assicura Capuano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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