Il presidio
Fucina Italia, stipendi a rischio
Non c’è accordo sul contratto di affitto dell’ex Sider dove lavorano 22 persone
PIOMBINO. Non si trova la soluzione per Fucina Italia, la società che dopo il fallimento Sider Piombino aveva un contratto d’affitto per la gestione aziendale, oggetto di recesso da parte della curatela.
Ieri le segreterie provinciali Uilm e Fiom nell’incontro che si è tenuto in Prefettura alla presenza del curatore fallimentare Giacomo Boni e di Fucina italia, hanno verificato la permanenza di gravi incertezze sulla definizione del contratto di affitto dell’azienda e di conseguenza sul mantenimento dell’attività produttiva e dei 22 posti di lavoro.
«Criticità importanti evidenziate nella riunione – dicono Uilm e Fiom – riguardano anche gli stipendi in pagamento al 15 giugno, che a oggi non sono garantiti».
Così le segreterie Uilm e Fiom hanno indetto otto ore di sciopero su tutti i turni lavorativi nelle giornate di oggi e domani.
Le organizzazioni sindacali chiedono garanzie sul pagamento degli stipendi in data 15 giugno, «questo anche attraverso garanzie fideiussorie o assicurative e la definizione del contratto di affitto a garanzia della prosecuzione dell’attività produttiva. Questo in riferimento anche agli impegni presi difronte alla Prefettura di Livorno. In presenza di queste garanzie – concludono i sindacati – lo sciopero verrà revocato».
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