Il Tirreno

“Ace di Ale”, è nato sull’isola il primo aceto di Aleatico

di Stefano Bramanti
L'aceto di Aleatico e il cocktail preparato da Paolo Stoppa
◗
L'aceto di Aleatico e il cocktail preparato da Paolo Stoppa

La nuova produzione è stata presentata pubblicamente dall’azienda di Antonio Arrighi. Per la prima volta il vino passito elbano viene lavorato e usato come condimento per piatti e cocktail

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. È nato il primo aceto di Aleatico prodotto all’isola d’Elba e in Italia. La novità è stata proposta e presentata pubblicamente dall’azienda agricola di Antonio Arrighi, non certo nuova a queste novità, a partire dalle escursioni guidate nella vigna portazzurrina di sette ettari, lo spumante elbano extra dry privo di zucchero e il vino rosso Tresse in anfora, fatto con i metodi degli antichi romani.

Sabato scorso, in un ambiente messo a disposizione dall’hotel 5 stelle Villa Ottone di Portoferraio, Antonio Arrighi ha annunciato la produzione di 220 litri del primo storico aceto, ricavato dall’Aleatico Docg.
«Antonio, ci stupisce sempre – ha detto Antonello Maietta, presidente dell’Ais, associazione nazionale sommelier presente all’evento – il nostro collega, delegato Ais sull’isola, è un vero ambasciatore dei prodotti elbani e spesso gira l’Italia per farli conoscere».

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.16899990:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.16899990:1652410150/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Quindi Roberto Marini, vicesindaco di Portoferraio, ha dato il via al convegno. Tra gli ospiti il primo presidente del parco Tanelli, l’imprenditore Nocentini, il preside del Foresi Fazio. Arrighi ha preso la parola dicendo: «Ai tempi dei Medici era già noto un aceto di Portoferraio ricavato però dal normale vino; ma ho voluto provare a farne col noto passito, vino strutturato, il celebre Aleatico. Con l’antica Acetaia Cavedoni di Castelvetro (Mo), dopo mie sperimentazioni di tre anni, siamo riusciti a ottenere l’aceto dopo aver messo l’Aleatico fermentato in un caratello dove c’era stato in precedenza quello balsamico di Modena. Questo aceto aromatico va nelle insalate ma si usa anche nei vari piatti e si abbina bene col parmigiano. Il barman di Villa Ottone, Paolo Stoppa ha creato pure, col mio prodotto, un cocktail e lo chef Alvaro Claudi ha realizzato per i convenuti un risotto al Gurguglione, condito anche con il mio Ace di Ale».

L’artista dello shaker Stoppa ha specificato: «Compito difficile datomi da Antonio, creare un cocktail versatile, femminile, usando l’aceto di Aleatico che ci si potesse pure pasticciare. Ho ritrovato nella metà dell’800 quello che fu dedicato ad un narcotrafficante italo americano esule a Cuba, certo Gio’Adonis e l’ho rielaborato. È composto da Cherry dell’Andalusia Palomino (4 cl) vermouth 1786 Carpano, il primo nato in Italia (2cl), un liquore addolcente di mandarini macerati nel cognac Napoleon (1cl), quindi l’aceto Arrighi 1cl e una goccia di angostura, il tutto decorato con arancia e una ciliegia al maraschino». Si è passati poi alla realizzazione in diretta del cocktail e del risotto, per poi concludere l’evento con protagonista il nuovo aceto di Aleatico, unico in Italia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera