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Addio a Cavicchi, Venturina in lutto
Ucciso da un infarto: una vita nell’edilizia, ma anche partigiano, storico e scrittore, inventò la Fiera mostra e il Comitato cittadino
VENTURINA. Si è spento ieri mattina nella sua casa in via Gorizia Coraldo Cavicchi. Una delle figure più significative – se non la più significativa – della storia di Venturina se n’è andata all’età di 91 anni in una calda domenica di fine di maggio.
A ucciderlo ieri intorno alle 9 è stato un infarto, che ha reso inutili gli interventi della guardia medica e del suo medico personale. Una fine improvvisa perché Cavicchi aveva mantenuto piena lucidità e continuato nelle sue attività senza segno di cedimento o stanchezza.
Infatti, proprio il giorno prima, aveva chiesto alla nuora Elina di portarlo in macchina a fare un giro per il paese. Non era una rarità, perché Cavicchi all’incirca un paio di volte al mese voleva farsi un giro panoramico della sua Venturina per essere aggiornato sui suoi cambiamenti, specialmente nel settore urbanistico, dove era un indiscusso esperto.
Cavicchi è venuto a mancare il giorno dopo l’inaugurazione della Fiera mostra, la “sua” fiera mostra. Sono solo due settori, ma altri ce ne sono, dove il nome di Coraldo Cavicchi è fondamentale. Si parte dall’edilizia, perché questa è stata per Cavicchi l’occupazione della vita. Dopo aver fatto il contadino, Cavicchi fu manovale a Piombino nel 1941, poi si perfezionò nel mestiere a Suvereto alla fattoria di Antonio Boldrini.
Il secondo conflitto mondiale lo obbliga a sospendere il lavoro, ma Cavicchi ne intraprende un altro, clandestino e decisamente più pericoloso, quello di partigiano. Scampato a tre fucilazioni, reduce da azioni pericolose, Cavicchi riprende a lavorare come muratore con la ditta Pavoletti di Piombino e nel 1949 fonda la Cavicchi edilizia.
L’anno prima aveva sposato Iolanda Ghiribelli, di due anni più giovane di lui. La Cavicchi edilizia prospera, arriva ad avere 121 dipendenti e a costruire una consistente parte di Venturina, alloggi, uffici, scuole. Eppure un lavoro così impegnativo non impedisce a Coraldo di occuparsi di molte altre cose: lo troviamo tra i fondatori e primo presidente dell’Associazione sportiva Venturina, poi della Fiera mostra economica, del Comitato cittadino e del museo della civiltà e del lavoro, di cui ha curato personalmente la raccolta degli antichi strumenti agricoli in esposizione.
Ma Cavicchi ha svolto anche un’intensa attività di storico locale, soprattutto negli ultimi anni, dopo la chiusura della sua azienda. Le opere che lascia sono: “La mia terra” (1996), “Fascismo e Resistenza” (2000), che narrano la storia di Venturina nella prima metà dello scorso secolo, “Le Fattorie della Val di Cornia”(2008), in cui Cavicchi è autore delle numerose fotografie (l’autore del testo è Nadio Stronchi),“La natura e l’uomo – Un viaggio fotografico nell’alta Maremma” (2011), una celebrazione del fiume Cornia e dei paesi che ne sono attraversati, e infine “Venturina Pioniera” (2016), una storia delle famiglie venturinesi.
Coraldo aveva subito un brutto colpo quando era venuta a mancare la moglie il 28 di settembre 2016. Lascia i figli Piero e Fiorenza, cui aveva dato precise indicazioni per il giorno in cui se ne fosse andato. Tra queste, quella di essere posto nel suo garage, circondato dalle numerose foto alle pareti dei suoi viaggi intorno al mondo (tra gli altri, Nepal, Giappone, Siberia, Cina, Portogallo) con la bara rialzata alle due estremità e nel mezzo da una doppia fila di “forati”, i mattoni, simbolo della sua attività.
Il funerale si terrà domattina alle 9,30 alla chiesa di Venturina Terme.
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