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Via i pini pericolosi sulla strada di San Giovanni
Tagliate le piante dopo l’ultimo incidente sulla Provinciale Ma erano citate già un anno fa nel censimento arboreo
PORTOFERRAIO. L’accelerata al taglio dei pini sulla piana di San Giovanni con tutta probabilità l’ha data l’ennesimo e ultimo incidente che si è verificato su questo tratto di Provinciale che congiunge il capoluogo elbano con il resto dei paesi del versante orientale dell’isola.
Come si ricorderà, una macchina ha involontariamente investito una ciclista, scaraventandola (per fortuna senza grosse conseguenze), nel fosso che delimita la carreggiata.
Difatti proprio in questo punto, nelle immediate vicinanze del semaforo, gli operai hanno provveduto ad abbattere i fusti che peraltro risulterebbero essere citati nel dossier che l’agrotecnico Giacomo Cortini, il forestale Marco Mucini e l’agronoma Alessandra Puccini, dietro incarico dell’amministrazione comunale, avevano consegnato, lo scorso anno, alla Biscotteria.
Si era trattato del primo censimento del patrimonio arboreo espletato in tutto il territorio portoferraiese, da cui si evinceva che il ben sedici per cento delle trecento piante che erano state segnate dovevano essere tagliate perché costituivano pericolo per l’incolumità delle persone, considerando che la maggior parte di queste si trovano costeggiando le principali vie di transito e le piazze cittadine. Di queste, nell’elenco da abbattere, c’era una buona ventina sul rettilineo di San Giovanni. Tutto quindi previsto e programmato. Tutto nel rispetto delle scelte convenute. E lo aveva anche annunciato lo stesso sindaco Mario Ferrari che si sarebbe proceduto al taglio degli alberi sulla piana. E così si è dato inizio alle operazioni.
Ora, passato il rally, per cui le strade saranno restituite alla normale circolazione veicolare, si tratta di vedere se si procede anche per le altre oppure ci sarà un ennesimo rinvio. Incuriosisce inoltre che si sia iniziato proprio dall’incrocio con colle Reciso, nel punto cioè in cui si dovrebbe andare nella direzione di sostituire il semaforo stradale con una rotonda, varie volte annunciata, ma mai tradotta in realtà, almeno fino a oggi. Si parlava dell’incolumità fisica delle persone, in specie sul rettilineo di San Giovanni, dove troppi e anche gravi incidenti si sono verificati nel corso degli anni.
«L’amministrazione – aveva detto Ferrari – ha promosso questa iniziativa dando incarico a giovani esperti e conoscitore del settore sia per l’importanza di una mappatura tecnica dello stato di salute delle piante del territorio, sia anche per tutelare la sicurezza dei cittadini e degli automobilisti. Per questo andremo a intervenire nei luoghi dove è più alta la percentuale del rischio prima che possa avvenire qualcosa di brutto».
Ferrari alludeva proprio a San Giovanni, riconoscendo che una simile scelta avrebbe fatto discutere. E quasi anticipando le critiche che si sarebbero sollevate dagli ambientalisti così aveva concluso il sindaco: «Prima di ogni polemica voglio sottolineare che nessuno è contro l’ambiente, ma l’incolumità della gente è la prima cosa».
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