Il Tirreno

«Subito gli smantellamenti»

«Subito gli smantellamenti»

Rossi chiede di accelerare le operazioni per la nuova acciaieria e lavora per l’Accordo di programma

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PIOMBINO. Dare avvio agli smantellamenti della vecchia acciaieria e abbreviare il più possibile i tempi di presentazione dello studio di fattibilità della seconda fase del Piano industriale: sono queste le due richieste che il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha rivolto ai rappresentanti di Jsw, al termine dell’incontro di ieri per la presentazione delle linee guida del Piano industriale per lo stabilimento ex Lucchini.

Per quanto riguarda gli impegni delle istituzioni, Rossi ha annunciato la convocazione, alla fine della prossima settimana, di una riunione per definire i contenuti dell’Accordo di programma che le istituzioni locali dovranno sottoscrivere, insieme ai ministeri dello Sviluppo economico, del Lavoro, dell’Ambiente e dei Trasporti e ad altri soggetti pubblici, con i rappresentanti di Jindal.

Alla riunione il presidente della Regione inviterà anche i sindacati. L’obiettivo è arrivare entro la prima metà di giugno alla firma sull’Accordo di programma che definirà gli impegni della parte pubblica e quelli a carico del privato per favorire la rinascita del polo siderurgico piombinese.

Per Rossi il piano industriale presentato da Jindal sulle acciaierie Aferpi appare «credibile, ora però «vogliamo discutere tempi e modi, visto che la vicenda riguarda duemila lavoratori diretti e altrettanti dell’indotto».

Rispetto alla partenza prevista dalla nuova proprietà, con 435 lavoratori nei tre laminatoi, destinati a diventare 705 entro il 2020, Rossi chiede che a questi «se ne aggiungano altri 200 che potrebbero essere impiegati negli interventi di demolizione, visto che ci sono delle parti dello stabilimento da smantellare».

Il presidente ha spiegato che l’obiettivo è di «ottenere entro 5-6 mesi le autorizzazioni del ministero del Lavoro ai contratti di solidarietà» come ammortizzatore. Per accelerare il pieno assorbimento dei lavoratori, Rossi chiede di anticipare i tempi per la «presentazione dei piano di realizzazione del forno elettrico», accorciando dunque i 18 mesi previsti, così da «avviare le operazioni l’anno prossimo», e non nel 2020.

Il presidente ha sostenuto la disponibilità della Regione a «finanziare la formazione dei lavoratori, anche con fondi Ue, per far crescere il numero dei lavoratori reimpiegati». E in questo modo, fa presente, il piano «potrebbe essere meglio compreso e approvato per l’ottenimento del contratto di solidarietà da parte del ministero del Lavoro». Comunque, Rossi si dice convinto che ci siano «tutte le condizioni per fare una discussione forte, serrata».

«Credo che il risultato ottenuto a Piombino – ha proseguito – sia il frutto dell’unità d’intenti di tutte le componenti, istituzioni, sindacati, lavoratori». Ma col nuovo Governo c’è il rischio che nascano difficoltà a tradurre gli impegni presi dalle istituzioni? «Non oso immaginare – risponde Rossi – che su questa vicenda, restando tutti uniti, ci possano essere fraintendimenti, rallentamenti o rotture. L’intesa tra tutte le componenti si è rivelata la nostra forza, dove questo non è avvenuto, come in Puglia per l’Ilva, la situazione è diventata disastrosa».(cloz)

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