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«Ora servono vincoli precisi alla nuova proprietà»

«Ora servono vincoli precisi alla nuova proprietà»

PIOMBINO. «Lo scenario della crisi dello stabilimento ex-Lucchini è cambiato: diventato assolutamente impresentabile Rebrab, e quindi non più credibile la narrazione felice propinata per tre anni,...

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PIOMBINO. «Lo scenario della crisi dello stabilimento ex-Lucchini è cambiato: diventato assolutamente impresentabile Rebrab, e quindi non più credibile la narrazione felice propinata per tre anni, ecco all’orizzonte il nuovo salvatore della patria, Jindal, ed ecco la nuova narrazione felice. Noi riteniamo che prima di esprimerci si debba andare a vedere se è un bluff o una scala. Quel che è certo è che dobbiamo porre dei punti fermi, prima che si scoprano le carte».

Lo afferma il Coordinamento Art. 1-Camping Cig. «Esiste la necessità urgente che la fabbrica riprenda la produzione in due fasi – sottolinea in una nota l’associazione – l’immediata ripartenza degli impianti di laminazione e poi la ripresa della produzione di acciaio. Questa seconda fase deve avvenire con vincoli ben precisi: la produzione con forni elettrici a basso tasso di inquinamento, la localizzazione di tutti gli impianti lontano dalla città».

Per il coordinamento, «ipotesi di revamping dell’altoforno e, anche se solo temporaneamente, della vecchia acciaieria, sono inaccettabili».

È necessario, sottolinea ancora Camping cig, «esercitare una fortissima pressione sul Governo per assicurarci che, nel caso di verificate intenzioni di Jindal, si faccia carico degli interessi dei lavoratori». Infine, «il Governo deve garantire la più ampia diffusione del piano industriale e finanziario, che deve essere oggetto di una discussione approfondita dei lavoratori e dei cittadini».



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