Italia
«Ato Sud e SeiToscana, labirinto di costi e servizi»
Parodi commenta il documento della commissione d’inchiesta parlamentare «L’unica soluzione possibile è che i soci pubblici riprendano la maggioranza»
SUVERETO. «Inquietanti le testimonianza riportate su Ato Sud e SeiToscana nel documento della commissione d’inchiesta parlamentare». Il commento è del sindaco Giuliano Parodi al termine della lettura di oltre 300 pagine.
«Quadro che è bene conoscere per farsi un idea del labirinto di costi e servizi dove cittadini e sindaci diventano vittime di un sistema voluto dal Pd regionale e della Val di Cornia fortemente voluto dalle amministrazioni nel 2011, col trasferimento nell’Ato Sud. Il presidente di Sei Toscana, Roberto Paolini – continua il sindaco – nel corso dell’audizione del 19 luglio 2017, ha contestato all’Ato la mancata redazione di un piano d’ambito, che non consente alla società di programmare investimenti. Pertanto, in mancanza del piano d’ambito, viene elaborato un piano dei servizi esecutivi annuale, che determina il piano dei servizi nel quale sono rappresentati tutti i percorsi e i sistemi di servizio che la Sei deve svolgere, il cui esito è oggetto di rendiconto all’autorità d’ambito. Dunque il controllo della qualità dovrebbe essere eseguito dall’autorità d’ambito ma, in realtà, ciò non avviene. Stesso discorso vale per la tariffa».
«La criticità dell’Ato – spiega – è determinata dal fatto che, dopo l’allontanamento, a novembre del 2016, del direttore generale Andrea Corti, l’operatività dell’Ato risulta bloccata, tanto più che a distanza di oltre 3 anni dall’inizio del servizio (gennaio 2014), manca il piano d’ambito. Di fatto, l’Ato non svolge alcun controllo sull’esecuzione del contratto di appalto concluso con Sei perché, allo stato, non è in grado ». Per i crediti Tia non riscossi «spettava all’autorità d’ambito definire tali crediti – conferma Parodi – che dovevano essere posti nella tariffa dei cittadini, in modo da acquisire i fondi per pagare i precedenti gestori. Si tratta di un posizione che non solo non ha fondamento contrattuale, ma che è contraria al contratto medesimo, dal momento che, la durata ventennale aveva la sua ragion d’essere nell’impegno del Rti di costruire due impianti, nonché di acquistare i crediti Tia. A fronte di una pretesa riduzione delle tariffe da parte dei Comuni – conclude Giuliano Parodi - Sei ha chiesto e ottenuto la proroga del contratto di appalto per tempo indeterminato. E va aggiunto che la Sei, quando conferisce i rifiuti urbani raccolti a impianti di trattamento, provvede al ritiro degli scarti presso gli stessi impianti e al successivo trasferimento in discarica, con evidente profitto per i gestori degli impianti e conseguenti oneri a carico della tariffa (la S.T.A. possiede il termovalorizzatore di Scarlino e controlla totalmente SeiToscana). La soluzione corretta potrà essere avviata solo se i soci pubblici decideranno di riprendere la maggioranza del capitale sociale di Sei Toscana».
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