Italia
«Prima vogliamo vedere le carte»
Camping Cig: «Il ministro Calenda aveva promesso di venire col Piano industriale»
PIOMBINO. «Jindal e Cevital hanno rinviato la firma dell’atto di cessione dello stabilimento siderurgico, che doveva segnare l’inizio formale di un nuovo percorso, che prevediamo accidentato e nebuloso. Andranno alla firma, ma di cosa?». Se lo chiede l’associazione Camping Cig. «Gli specifici contenuti del contratto di compra-vendita sono noti ai due contraenti privati, al governo, e, vogliamo credere, ai presidente della Regione e al sindaco di Piombino. Ovviamente, in quel tavolo si è necessariamente discusso non solo del prezzo della cessione ma anche del piano Industriale, dell’utilizzo del Porto, dell’assetto territoriale dell’impresa, delle bonifiche, delle decine di milioni che le pubbliche istituzioni pagheranno in termini di agevolazioni e incentivi a fronte degli impegni di Jindal su investimenti e occupazione». Un accordo che comunque - dice Camping Cgi - condizionerà pesantemente l’assetto produttivo, occupazionale ed urbanistico di Piombino e della Val di Cornia. «I successivi accordi di programma e accordi sindacali potranno muoversi solo dentro la camicia di forza del contratto privato; il tutto tenendo ora accuratamente all’oscuro di quanto si va decidendo i sindacati e i lavoratori, ma anche consiglieri comunali, associazioni di categoria, società civile della Val di Cornia». Secondo Camping Cig il ministro Calenda, in visita a Piombino, aveva promesso che sarebbe venuto a presentare il Piano industriale prima di approvare definitivamente la cessione dello stabilimento. «La promessa deve assolutamente essere mantenuta, da Calenda o dal suo successore. Lavoratori, cittadini e istituzioni locali devono poter “vedere le carte”, esaminare il Piano industriale, esprimersi e pesare sulle scelte dei propri destini. L’esperienza della firma sulle “cambiali in bianco” l’abbiamo già sperimentata con Rebrab, ed è stata deleteria. Esortiamo le istituzioni locali a erigere un muro verso i tentativi di mortificare la sovranità popolare; esortiamo i sindacati a mobilitare i lavoratori ed esigere da subito di contare nella trattativa».
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