Italia
«Canile pronto a fine giugno»
Scadenza fissata nel vertice tra tecnici e associazioni Il Comune risponde alle critiche promettendo migliorie
PIOMBINO. Spiegazioni e critiche, proposte e promesse nell’incontro che si è tenuto ieri pomeriggio nella saletta rossa fra amministrazione comunale e associazioni animaliste.
Argomento: il canile che sta nascendo a Montegemoli, oggetto di polemiche a non finire dentro e fuori i social network. Al tavolo il Comune, rappresentato sia nella parte politica che tecnica con l’assessore ai lavori pubblici Claudio Capuano, l’architetto Luisa Casula (direttore dei lavori), gli ingegneri Luca Cavazzuti e Marianna Alagna (responsabili del progetto), e l’ingegnere ambientale Stefano Vivarelli. Il confronto ha in parte convinto e in parte lasciato perplessità, nell’ambito di un dibattito sostanzialmente disteso nel quale non sono mancati i toni alti. Quel che ne è venuto fuori è stato, in ogni caso, uno scambio concreto di idee, di fronte al quale l’assessore si è dimostrato aperto e disponibile a organizzare un tavolo di confronto. È emersa anche la nuova scadenza dei lavori: fine maggio per la parte edile, fine giugno per la fine complessiva dei lavori, arredi e aree verdi comprese. Salvo ulteriori ritardi.
«Abbiamo registrato finora 91 giorni di maltempo – le parole dell’architetto Casula – considerando non solo i giorni di pioggia, ma anche i successivi di terreno bagnato». Già, il terreno sul quale sorge il nuovo canile, argilloso e sottoposto ad allagamenti, è stato uno degli elementi sul quale più si è dibattuto. Alle preoccupazioni e alle critiche delle associazioni, tuttavia, il Comune ha risposto con l’ingegnere ambientale Vivarelli: «Inizialmente la zona in esame presentava rischio idraulico elevato, ma sono stati realizzati interventi per ridurlo al minimo».
L’incontro ha visto in apertura un riassunto della “vita” del nuovo canile, con l’assessore Capuano a ripercorrere necessità e scelte a seguito della perdita da parte dell’amministrazione comunale nella causa avanzata dall’avvocato Alessandro Napoleoni, con sentenza definitiva del 26 giugno 2017. Dallo spostamento a Montegemoli (l’area di Fiorentina inizialmente indicata presentava un ulteriore rischio di inquinamento acustico) al ritardo nell’assegnazione dei lavori per l’osservazione presentata da un agriturismo della zona a fine agosto, fino ai continui rinvii causa maltempo, ma anche ai positivi sopralluoghi già effettuati da Asl e Regione.
Prima dell’intervento delle associazioni, l’ingegnere Alagna ha illustrato alcuni dettagli del progetto di canile «modulare e modulabile, per una struttura il più possibile flessibile». Box di 2 metri per 4, con porte a mettere in comunicazione gruppi di quattro cani alla volta, con tanto di accesso comune all’area di sgambatura. Ogni piccolo branco avrà a disposizione 64 metri quadrati, metà dei quali coperti. «Un’area che abbiamo triplicato rispetto alla normativa – spiega Alagna – e box con copertura fonoisolante e pannelli in lana di roccia anche laterali». Il primo, e più corposo intervento, è di Biagini della Casa di Margot che punta il dito su vari aspetti: dalla mancanza di un ambulatorio sul posto, all’accesso nelle aree verdi (ce ne sono tre sul perimetro della struttura, eventualmente fruibili dai cani), dall’assenza di consultazione con le associazioni alla ghiaia, invece dell’erba, attorno ai box e alle sgambature, scelta dai progettisti per evitare la proliferazione dei parassiti. Se poi sulla questione ambulatorio il Comune ha replicato chiamando in causa la convenzione esistente tra attuale gestore (Enpa) e un veterinario di Piombino, sull’alberatura è intervenuto l’agronomo Paolo Giomi, ammettendo un aumento della presenza di vegetazione rispetto alla prima stesura del progetto, ma anche la difficoltà in estate di reperire piante a “pronto effetto” e a veloce accrescimento, quali platani, che potrebbero essere introdotti in un secondo momento. Altri interventi quelli di Albano Lessi (Amici del cane e del gatto Va di Cornia e Animalisti Italiani) e di Deborah Camelli (Zampe d’onlus e Rifugio di Mea) che invitano i “colleghi” a unirsi per il benessere degli animali, collaborando con il Comune, pur lasciando intatto il diritto di critica. A chiudere Capuano: «Partiamo da un canile minimo che risponde alle immediate esigenze, in futuro eventualmente migliorabile».
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