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Jindal, istituzioni in pressing per la firma
Calenda e Rossi spingono per un’intesa che dia modo al Governo di formalizzare gli impegni sugli incentivi presi col Gruppo indiano
PIOMBINO. Ancora una giornata d’attesa sul fronte della trattativa Cevital-Jindal per il passaggio della ex Lucchini al Gruppo indiano, che prosegue col lavoro dei team legali.
Se rispetto al prezzo per la cessione dello stabilimento ex Lucchini dopo giorni di discussione, ci sarebbe un’intesa su una cifra compresa tra i 60 i 70 milioni, si continua a lavorare su vari aspetti del contratto, con le istituzioni in pressing per una soluzione in tempi rapidi. Si resta dunque in attesa della firma, ma nessuno degli attori si sbilancia a fissare una data per la chiusura della trattativa.
Col Governo che ormai prevedibilmente ha solo pochi giorni davanti restano aperte molte questioni importanti, rispetto in particolare al contenuto del piano industriale e dell’Accordo di programma che dovrà accompagnare il progetto di Jsw per Piombino.
Ieri infatti si è arenata la trattativa per l’Ilva di Taranto (con ovvie ripercussioni sui tempi della definizione della vicenda Magona, legata appunto all’acquisizione dello stabilimento di Taranto da parte di Arcelor Mittal), col sindacato che non ha ritenuto di firmare un’ipotesi di accordo proposta dal ministro Carlo Calenda, da ieri di fatto fuori dalla vicenda.
Da qui le domande che con un effetto domino ricadono sulla vertenza piombinese: se si arriverà entro oggi o al massimo lunedì alla firma di un accordo tra Issad Rebrab e Sajjan Jindal, potrà il Governo nelle sue ultime ore formalizzare gli impegni presi col Gruppo indiano rispetto agli incentivi, che riguardano tra l’altro costo dell’energia, bonifiche, certificati bianchi? Oppure l’esame del Piano sarà compito del nuovo Governo Lega-5 Stelle?
E potrà il ministro Calenda, come aveva annunciato nelle scorse settimane, presentare il piano industriale di Jsw ai sindacati e darne un giudizio vincolante? Domande che possono avere un peso sull’esito dell’intera vicenda, visto che da varie fonti viene data per scontata la presenza nell’accordo di una garanzia per Jindal nel caso che le varie condizioni a cui è legato il buon esito della trattativa – tra cui appunto gli impegni della parte pubblica – non si materializzassero. Risposte che arriveranno nelle prossime ore tenendo presente che comunque riguardo all’interesse pubblico sulla vicenda resta acceso il faro della Regione, che da giorni segue in diretta le fasi della trattativa con Paolo Tedeschi, capo della segreteria del presidente Enrico Rossi.
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