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Lavoratori ex Sider, licenziamenti revocati

Lavoratori ex Sider, licenziamenti revocati

Ma i sindacati chiedono certezze e un incontro urgente col prefetto: «Devono entrare in Fucina Italia»

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PIOMBINO. I sindacati Uilm e Fiom hanno chiesto un incontro urgente al prefetto di Livorno al fine di avere chiarezza e garanzie sul mantenimento dell’attività produttiva della ex Sider Piombino e del mantenimento di tutta l’occupazione in essere che riguarda 22 lavoratori. L’Azienda Fucina Italia Srl a cui è stato revocato l’affitto di ramo d’azienda da parte della curatela fallimentare Sider Piombino, ieri ha rettificato ufficialmente ai sindacati quanto comunicato lo scorso 26 Aprile «in cui dichiarava di voler dare seguito ai licenziamenti collettivi con decorso di preavviso dal primo maggio, a causa di suddetto recesso che comprometterebbe l’acquisizione di nuovi ordini». Ieri è stato invece comunicato che al termine dei 90 giorni previsti dalla procedura, «se non ci sarà definizione di un nuovo contratto di affitto o di acquisizione da parte di Fucina Italia (che conferma la propria volontà ad acquisire l’azienda), tutti e 22 i lavoratori rientreranno all’interno della procedura fallimentare Sider Piombino». Questo aspetto, sebbene positivo nella revoca dei licenziamenti, «di fatto non disinnesca - dicono Fiom e Uilm - in alcun modo l’allarme sociale che abbiamo lanciato, perché indipendentemente dal fatto che i lavoratori vengano licenziati oppure rientrino nella procedura fallimentare, ad oggi non ci sono certezze di continuità produttiva né occupazionale». Uilm e Fiom hanno già avuto contatti con la prefettura di Livorno che si è mostrata disponibile ad approfondire la vicenda e, su richiesta delle organizzazioni sindacali, a convocare un tavolo con la massima urgenza.

«La comunicazione ricevuta stamani conferma ulteriormente quanto sia indispensabile in questa fase un tavolo governativo dove venga fatta chiarezza sugli effettivi termini della procedura - proseguono i sindacati -, quelli dell’eventuale acquisizione e del conseguente piano industriale, da cui dipende la gestione occupazionale». Il sindacato chiede fermamente che vi sia una garanzia occupazionale per tutti i 22 lavoratori e che tutti i soggetti chiamati in causa possano a quel tavolo, prendano impegni per scongiurare la perdita di posti di lavoro. «I lavoratori ex Sider oggi Fucina Italia hanno sempre dimostrato grande senso di responsabilità anche nei momenti più difficili, ma questa grave fase di incertezza ha provocato uno stato di agitazione sociale che sta andando avanti da tempo».

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