Il presidio
Il circense di Suvereto che adora i bambini
Originario di San Vincenzo, è artista di strada e nei suoi spettacoli si impegna contro la violenza
suvereto. Un solitario artista circense, nel suo peregrinare in tante piazze toscane con le sue classiche attrazioni e giochi, è rimasto colpito dai tanti episodi di cronaca sulle violenze di ogni genere e soprattutto sulle donne, riproponendosi di contribuire in positivo con un suo pur piccolo contributo.
«Vuol essere una forma di scuola calamitando l’attenzione dei più piccini – dice Giomi – perché fin dalla tenera età si educhino ad essere più rispettosi, intanto verso i propri coetanei. Insomma non sono solo spettatori ma li coinvolgo ad esempio nel gioco della spada che reggo col mento e sulla quale c’è una rosa che un bimbo prenderà per donarla a chi vuole lui. La spada di freddo acciaio, simbolo di guerra e valore negativo che tanto eccita la fantasia dei bambini, alla quale si preferisce la rosa simbolo di amore e rispetto. Contemporaneamente con la musica in sottofondo, appaiono striscioni retti dai ragazzi con scritte che sottolineano come amicizia e amore siano uguali a rispetto, con un pensiero per i bambini più sfortunati che sono in cielo». Walter Giomi è un sanvincenzino di 63 anni trapiantato da anni a Suvereto, diplomato in arti circensi dalle quali è stato sempre attratto fin da bambino, quando i genitori lo portavano ad assistere a tutti gli spettacoli sotto il tendone, allora molto ricorrenti e seguiti dal pubblico. Spesso l’intera famiglia familiarizzava con il mondo del circo anche durante la giornata e la passione non lo ha più abbandonato. «Anche quest’anno – racconta – la scuola del circo di Suvereto, nel proprio stile nomade, gira la regione. Nostri bagagli sono la passione per ciò che facciamo, il rispetto per il mondo colorato del circo e la voglia di regalare un sorriso. Il nostro obiettivo più ambizioso è quello di reinserire nel dna dei bambini un qualcosa che gli appartiene e che, purtroppo, la tecnologia sta pian piano allontanando. È il contatto diretto con la fantasia e la manualità, nello scoprire se stessi e le proprie potenzialità, mettendo almeno per un po’ da parte gli alienanti tablet e telefonini. Per noi sarà gratificante il loro arrossire, i sorrisi, l’innocenza». A Suvereto Walter Giomi è molto ben inserito e partecipa alle tante manifestazioni locali, soprattutto a quelle dedicate ai ragazzi, come quella settembrina. Partecipa anche nella parte di giullare col gruppo dei Cavalieri di Ildebrandino nelle loro rievocazioni storiche e i combattimenti cruenti. «Sono davvero grato a Cristina e David per quello che da loro ho ricevuto – dice il Giomi – così come ringrazio tutti i suveretani per avermi praticamente “adottato”, malgrado i miei modi un po’ estrosi, accettandomi per quello che sono».
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