Il Tirreno

Biciclette sfruttate e abbandonate

Biciclette sfruttate e abbandonate

Su viale Elba una lunga teoria di due ruote che non servono più ai pendolari

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PORTOFERRAIO. Impossibile non notarle. Sono le biciclette che sono state alcune semplicemente abbandonate in viale Elba, nei pressi degli imbarcaderi dei traghetti. Altre invece servono ai lavoratori pendolari (docenti, custodi o semplici ausiliari delle scuole pubbliche e altre figure professionali) che puntualmente alle otto di ogni mattina scendono dalle navi di linea, per raggiungere il loro posto di lavoro. Coloro che devono raggiungere Concia di Terra e le scuole di Casa del Duca o San Giovanni, diventa un problema, per cui un mezzo affidabile per arrivare in tempo è la bicicletta. Meglio se questa è usata e che non fa gola a qualcuno, perché si correrebbe il rischio, lasciandola incustodita o semplicemente assicurata con una catenella alle ringhiere, di vederla smontata pezzo dopo pezzo, a secondo di ciò che in quel momento fa più gola a qualcuno di cui è sprovvisto. Naturalmente non sono i lavoratori giornalieri a sollevare le critiche. Semmai a essi si potrebbe rivolgere l’invito di lasciare i loro cicli non in bella vista, ma in luoghi meno frequentati e non ben visibili per chi transita su viale Elba. Critiche invece vengono rivolte a coloro che sì sono sbarcati all’Elba per un incarico di lavoro e dopo aver raggiunto un certo punteggio hanno ottenuto il trasferimento in altre sedi del continente (naturalmentepiù appetibili per loro) e hanno lasciato qui, sul porto, il loro mezzo. Hanno cioè abbandonato la bicicletta, fornendo così l’opportunità e il pretesto ai soliti ignoti di far man bassa del mezzo, lasciando per strada soltanto e unicamente il telaio. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Una teoria di mezzi a due ruote lungo il viale che costeggia il parcheggio del residence. La maggior parte dei quali presenta seri problemi tecnici (ruote sgonfie, sellini mancanti, portapacchi pieni di rifiuti e immondizie varie). A questo punto, non ci vuole molto a capire quali sono le bici che annualmente svernano sull’Isola. Almeno queste potrebbero essere prelevate e tolte da dove sono state lasciate. E sempre parlando di degrado della zona portuale, sui social sta girando una foto che documenta quale sia la prima immagine che i turisti, nell’atto di lasciare il garage delle navi di linea e appena aperto il portellone vedono dell’Elba. «Un pessimo benvenuto – conclude Luciana Gelli, l’autrice dello scatto –. È mai possibile che nessuno faccia nulla per togliere di mezzo una simile incuria?».

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