Il Tirreno

Monteverdi via libera per tre cantieri

MONTEVERDI. L’ultima firma è stata apposta poche ore fa: Regione, Cosvig e Comune sottoscrivendo insieme l’atto finale di un lungo percorso politico e burocratico (l’accordo di programma tra i Comuni...

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MONTEVERDI. L’ultima firma è stata apposta poche ore fa: Regione, Cosvig e Comune sottoscrivendo insieme l’atto finale di un lungo percorso politico e burocratico (l’accordo di programma tra i Comuni geotermici) hanno dato il via libera definitivo a tre delle quattro opere di grande rilievo per la comunità: la nuova scuola, l’acquedotto del Cornia, il restauro del muro di via del Botrello. Il quarto capitolo dell’accordo, cioè l’eliminazione delle due frane sulla 329, resta al palo in attesa che si concluda il “ping pong” di documenti tra Provincia e Regione. I tempi non sono brevi, secondo i calcoli della stessa Provincia di Pisa, proprietaria dell’importante collegamento con la costa, almeno un anno, salvo imprevisti.

Le altre tre opere non sono in lista d’attesa: per la nuova scuola onnicomprensiva i lavori sono già stati assegnati a un raggruppamento temporaneo di imprese di Pisa e Montescudaio, che apriranno il cantiere entro il mese e dovrebbero smobilitarlo in tempo per consentire agli studenti e agli insegnanti di usufruire del nuovo edificio dall’anno scolastico 2019-2020; per l’acquedotto la posa delle tubazioni è già iniziata e a breve dovrebbero essere realizzate le due centraline di pompaggio per mandare l’acqua fino al deposito di San Giovanni, sul poggio sopra Monteverdi, il tutto, confidano in Comune, prima dell’estate; infine per il restauro del muro del Botrello, quanto mai urgente viste le precarie condizioni in cui si trova, manca il progetto esecutivo, senza il quale non si possono assegnare i lavori: l’intervento potrà cominciare in autunno.

A proposito dell’acquedotto del Cornia, le attese degli abitanti a sud (Consalvo, Pratella, Lodano) nemmeno questa volta potranno essere soddisfatte: mentre si stanno posando le tubazioni per rifornire il deposito dell’Asa con l’acqua prelevata dai due pozzi presso il “ponte di legno” (Monterotondo), purtroppo non è previsto nel piano di finanziamento un tubo di ritorno con acqua potabile: costi troppo elevati, si sostiene. Quelle utenze, quindi, continueranno a ricevere acqua agricola in attesa dell’installazione di apparecchiature di potabilizzazione. Tempi lunghi, mentre proprio sotto i loro occhi vengono posate le nuove condutture “a senso unico”.(g.p.)



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