Il Tirreno

E dopo lo sgombero c’è ancora gente

di Claudia Guarino
E dopo lo sgombero c’è ancora gente

Cinque persone allontanate, murata la porta principale ma qualcuno continua a occupare l’edificio di via Cerrini

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VENTURINA. I vetri delle finestre sono rotti e i muri esterni rovinati dal tempo. All’interno, sporcizia e rifiuti sono accumulati sui pavimenti, ricoperti di ragnatele e calcinacci. L’erba alta circonda l’edificio e il vento si insinua tra gli infissi danneggiati. Le condizioni precarie della struttura sono note da tempo, ma nonostante questo all’interno dell’ex Ipsia di via Cerrini stazionavano cinque persone. Fino a ieri, quando la polizia municipale ha provveduto allo sgombero e ha successivamente fatto murare la porta d’ingresso principale dell’immobile. Il comandante Alberto Messerini spiega che da i giorni era in corso un’opera di persuasione per far sì che gli occupanti dell’edificio, tre cittadini marocchini con permesso di soggiorno, un uomo campano e un toscano, si allontanassero dall’area. L’azione è stata intrapresa a seguito di alcune segnalazioni di cittadini e dopo diversi sopralluoghi compiuti sul posto dalla polizia municipale. In una nota il Comune di Campiglia, che è proprietario dell’immobile, spiega di aver agito «principalmente per l’incolumità delle persone, le quali avrebbero potuto riportare gravi danni durante la permanenza nell’edificio pericolante».

Per questo i cinque uomini non sono stati denunciati e sono stati indirizzati ai servizi sociali, al fine di trovare una soluzione per l’alloggio e i generi di prima necessità. Ma all’ex Ipsia i segni della presenza di persone ci sono ancora. Proprio oltre le scale sono infatti visibili alcune valigie e, poco più in là, appoggiati al cornicione di una finestra sfondata, appaiono un paio di scarpe, un cuscino, un borsone e alcune coperte. Ora dall’ingresso principale non è più possibile entrare, murato com’è, ma sul retro rimangono comunque porte accessibili, seppur chiuse con catene e lucchetti, sbirciando dalle quali è possibile osservare cataste di vestiti, scatoloni, bottiglie e attrezzi da lavoro.

Venturina non ospita più la sede distaccata dell’Ipsia dal 2005, anno in cui le classi dell’istituto furono trasferite a Piombino. Da quella data l’edificio di via Cerrini, un tempo di proprietà della Provincia, ha cessato di svolgere qualunque funzione e adesso, da qualche anno, si trova in stato di degrado e abbandono.

«L’area su cui sorge la struttura è considerata ad alta pericolosità idraulica – spiega l’assessore ai lavori pubblici Vito Bartalesi – E non sono previsti interventi, nemmeno per variare la sua destinazione d’uso che, per adesso, rimane scolastica».

Nel 2016 la sindaca Rossana Soffritti, in un’intervista al Tirreno, disse: «L’idea è quella di vendere il complesso, ma prima bisogna ridisegnare l’area con la prossima pianificazione. Potrebbe essere trasformata in residenziale o pubblica, vedremo col nuovo regolamento urbanistico come riqualificarla». Il regolamento urbanistico è scaduto nel 2016 ma, dice Bartalesi «la pianificazione rimane in vigore. Lo scenario dell’ex Ipsia potrebbe però cambiare una volta che saranno compiuti i lavori sull’area interessata dal fosso Corniaccia. A quel punto potremo ridefinire il rischio idraulico della zona e saremo in grado di progettare qualcosa per il complesso di via Cerrini». Le tempistiche non sono certe. «Abbiamo realizzato un progetto che prevede, tra le altre cose, una nuova sagomatura del fosso Corniaccia e la realizzazione di una zona di espansione. A questo punto aspettiamo notizie circa la possibilità di un cofinanziamento regionale dei lavori, la cui ultimazione riteniamo prioritaria per la salvaguardia dell’area». Una volta ricevuto l’eventuale ok della Regione, occorrerà indire le gare di appalto per le opere, terminate le quali ci sarà un ulteriore studio per valutare il rischio idraulico dell’area. Soltanto allora sarà possibile pensare di metter mano alla destinazione d’uso dell’ex Ipsia e di valutare possibili progetti di riqualificazione o vendita.

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