Il presidio
Arriva Jindal, rebus ammortizzatori
In dirittura d’arrivo la trattativa con Rebrab. Poi la presentazione del piano industriale: ritorno alla produzione non prima del 2022
PIOMBINO. Chiusura dell’affare con Cevital entro la fine di questa settimana (venerdì 4 una data possibile) o all’inizio della prossima, poi ultimo giro d’incontri con le istituzioni con la presentazione del piano industriale e il confronto con i sindacati.
È questo il cronoprogramma che porterà Sajjan Jindal all’acquisizione dello stabilimento Aferpi, dopo mesi di una trattativa che ha avuto alti e bassi ma che ora, secondo fonti qualificate, pare al traguardo.
La richiesta più importante che veniva dalle istituzioni, e in particolare dal ministro Carlo Calenda e dal governatore Enrico Rossi, quella cioè di un impegno formale alla realizzazione (almeno) di un forno elettrico, messo nero su bianco, corredato di tempi e modi dell’investimento, pare essere stata esaudita.
Questa del resto era la condizione posta dal Governo per ragionare in particolare delle concessioni portuali, questione che sta molto a cuore a Jindal. Concessioni che Jsw chiede per 60 anni, ma che dovranno essere legate appunto ai vari stati di avanzamento del piano industriale.
Il primo punto in calendario comunque è la chiusura dell’affare con Issad Rebrab, con un accordo che sembra ormai raggiunto su una cifra non lontana dai 60 milioni ipotizzati già alla firma dell’accordo preliminare del primo marzo, per il passaggio dell’intero capitale di Aferpi e di Piombino Logistics e della maggioranza delle azioni di Gsi Lucchini alla Laptev Finance Pvt Ldt, società indipendente ma collegata al gruppo Jsw.
Poi l’ultimo passaggio con le istituzioni e la presentazione ufficiale del piano industriale a cui è attesa la partecipazione dei sindacati, che giovedì 3 maggio riuniranno il consiglio di fabbrica per puntualizzare la propria posizione in vista degli ultimi passaggi.
Fim, Fiom e Uilm chiederanno ovviamente una rapida convocazione ma ribadiranno il punto base di tutta la loro azione negli ultimi sei anni: la nuova proprietà delle acciaierie piombinesi, che prevede di riprendere in tempi brevi e con continuità l’attività dei tre laminatoi con circa 700-800 lavoratori, deve portare con sé una soluzione per tutti i 2000 occupati, tra Aferpi e Piombino logistics.
Perché se pure siamo al passaggio fondamentale, quello che chiude definitivamente l’era Rebrab, è naturale che non tutti i problemi sono risolti.
Se la realizzazione di un’acciaieria elettrica entrerà dunque anche formalmente nel piano industriale, per il via agli interventi infatti non si andrà molto lontano dai 12-18 mesi che inizialmente sembravano dedicati a maturare una scelta definitiva in questo senso. Pare certo che il progetto di Jindal non riprenderà quello di Rebrab, a partire dal fornitore dell’impianto, non più Sms Demag ma probabilmente Danieli.
Allora, fatti due semplici conti, è facile ipotizzare che nella migliore delle ipotesi non si tornerà a produrre acciaio prima del 2022. Jindal acquisendo le azioni Cevital prenderà tutto il pacchetto, che comprende anche i circa 2000 dipendenti, che scenderanno di poco più di 200 unità entro il 2021 per i pensionamenti, e gli ammortizzatori sociali già concessi. Se dunque a piano completato saranno impiegati prevedibilmente 1400-1500 lavoratori, è chiaro che serviranno soluzioni per almeno altri 300.
Ma la questione fondamentale da chiarire è quella degli ammortizzatori sociali che al momento coprono i lavoratori sino alla fine di quest’anno con una proroga prevedibile fino a giugno del 2019. La profondità del piano industriale consentirà di trovare nuovi strumenti di sostegno al reddito in attesa della sua realizzazione? È una domanda a cui può rispondere solo il Governo, quello in carica per ancora non si sa quanto tempo, o il prossimo. Sul tema però il sindacato non ha ancora avuto un confronto né col gruppo indiano né col ministero del Lavoro, a questo punto immaginabile entro la metà del mese.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
