Il Tirreno

Acquedotto del Cornia «Sprecati soldi pubblici»

Acquedotto del Cornia «Sprecati soldi pubblici»

L’opposizione di Monteverdi attacca per i 400mila euro spesi per le autobotti «L’opera doveva essere fatta molto tempo fa, la crisi idrica è iniziata nel 2007»

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MONTEVERDI. Bene l’acquedotto del Cornia, male come si spendono i soldi per realizzarlo: in estrema sintesi ecco il giudizio del gruppo consiliare di minoranza “Popolo libero” dopo l’avvio dei lavori per collegare con una lunga tubazione i punti di prelievo presso il Cornia al deposito Asa di San Giovanni, sopra Monteverdi. «Una realizzazione anomala» secondo il capogruppo Nevio Venturi che da quando è stato eletto in consiglio comunale, nel 2014, è più volte intervenuto sull’argomento e, soprattutto, ha incalzato a colpi di raccomandate la presidenza dell’Asa per ricordare gli impegni presi con il comune fin dal 2004 e sollecitare la realizzazione dell’intero progetto.

Un progetto che inizia anni addietro con due interventi a valle: l’attivazione dei punti di prelievo nella zona del “ponte di legno” sul Cornia in territorio di Monterotondo e l’interramento di una condotta che si ferma in Pratella di Monteverdi. Nel 2014, in una risposta ai chiarimenti richiesti dal gruppo consiliare “Popolo libero”, Asa scrive: «Il comune, su pressione delle aziende della zona, ha comunque utilizzato il pozzo (i due punti di prelievo sul Cornia ndr), inizialmente per erogazioni saltuarie, ad oggi in modo continuativo per acqua ad uso non potabile» per la presenza eccessiva di boro.

Fermo per alcuni anni, solo da alcune settimane si è messo mano alla realizzazione completa del progetto con la posa di nuove tubazioni che risalgono da Pratella lungo la Sp 20, poi per la comunale Maremmana si allacciano a tratti già posati qualche anno fa, e proseguono verso San Giovanni. Due punti di pompaggio assicurano la spinta necessaria per portare l’acqua fino al deposito, dove pur ricca di boro si mescola con quella proveniente da altre fonti e il tutto rientra nei parametri di potabilità e può essere erogato.

«È una realizzazione provvisoria – afferma Nevio Venturi – perché una parte delle tubazioni non verranno interrate subito, ma è meglio di niente». Quello che non approva è che «si sono sprecati soldi pubblici, soldi del popolo. Abbiamo ascoltato – prosegue – le dichiarazioni del sindaco e appreso che negli ultimi due anni Asa ha speso 400 mila euro per garantire il rifornimento idrico con le autobotti. Ebbene quei 400 mila euro sono soldi del popolo, che si potevano non sprecare».

Venturi rileva che a Monteverdi l’emergenza idrica ha cominciato a manifestarsi fin dal 2007 «e se ci avessero ascoltato si poteva fare l’acquedotto già 5-6 anni fa. Le risorse c’erano, 800mila euro di oneri di urbanizzazione pagati da chi ha costruito per avere in cambio servizi pubblici, dunque anche l’acqua». Di quegli introiti solo una parte, secondo Venturi, sarebbero stati spesi per l’approvvigionamento idrico. Il capogruppo dell’opposizione interroga l’amministrazione per sapere «che fine hanno fatto tutti i soldi incassati dal Comune di Monteverdi per il problema acquedotto». E ancora: «Gli investitori hanno pagato e perché oggi tacciono? Si continua a costruire, e siamo d’accordo vista la precarietà dell’economia locale, ad ogni metro quadrato edificato dovrebbe corrispondere un investimento proprio sulla risorsa idrica». (gi.pi.)



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