Ex Sider, licenziamenti in vista
Recesso di Fucina Italia, a rischio 22 lavoratori. «Inaccettabile» per Uilm e Fiom che chiedono un incontro
PIOMBINO. Ventidue lavoratori rischiano il licenziamento: sono quelli della ex Sider Piombino. E per i sindacati Uilm e Fiom questo è inaccettabile.
«Siamo stati informati - scrivono i due sindacati - dall’azienda Fucina Italia srl che, a seguito del recesso del contratto di affitto in essere con la ex Sider Piombino che andrebbe a inficiare l’acquisizione di nuove commesse e la stipula di nuovi contratti a medio lungo termine con i clienti, si trovano a dover ricorrere ai licenziamenti collettivi con 60 giorni di preavviso che decorreranno dall’1 maggio. A marzo auspicavamo che la volontà di acquisizione dell’attuale società Fucina Italia, a seguito del fallimento Sider dichiarato con sentenza del 22 febbraio, potesse trovare corretta e celere definizione nei termini previsti dalla procedura, al fine di scongiurare qualunque licenziamento. «Per questo la comunicazione del recesso di affitto e il conseguente ricorso ai licenziamenti lo riteniamo un atto molto grave e abbiamo chiesto immediatamente un incontro urgente al curatore fallimentare Sider Piombino e all’attuale dirigenza di Fucina Italia per mettere in atto tutte le soluzioni possibili affinché vengano ritirati i licenziamenti».
«Non possiamo accettare - dice Ilaria Landi, Uilm - che in questo contesto economico già fortemente compromesso siano ancora i lavoratori delle imprese a pagare il prezzo più alto. Sono anni che ci stiamo battendo per avere qualunque mezzo di tutela sociale, anche derogato, in attesa che torni lavoro e speranza per le famiglie. Talvolta abbiamo subìto la sconfitta di ditte che hanno cessato l’attività o sono fallite, ma in casi come questo dove l’azienda attuale ha dichiarato la propria volontà di acquisire e mantenere tutta l’occupazione non ci rassegneremo a un epilogo così drammatico. Il rispetto delle regole e dei termini di legge deve essere un vincolo per tutti, ma il peso della burocrazia e della dilatazione dei tempi non può tradursi in un macigno che ricade sui lavoratori attraverso i licenziamenti. In questo incontro che auspichiamo avvenire quanto prima, chiederemo a tutti i soggetti in causa la disponibilità a discutere con le parti sociali per trovare le soluzioni praticabili al fine di evitare un ulteriore dramma sociale per il territorio. Non accetteremo - conclude Landi - di perdere ancora posti di lavoro e saremo pronti a mettere in campo tutte le mobilitazioni necessarie per difendere i lavoratori».
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