Grossi tubi sulla strada, primi lavori all’acquedotto
Una squadra di tecnici e operai Asa sta scavando verso il poggio di Monteverdi Il Comune ha anticipato parte delle spese con l’obiettivo di accelerare l’intervento
MONTEVERDI. Che cosa ci faranno con quei grossi tubi neri accatastati in fregio alla strada? Molti se lo chiedevano percorrendo in auto la provinciale Monteverdi-Suvereto e la risposta è arrivata nei fatti.
Una squadra di tecnici e operai inviati dall’Asa da ieri mattina scava solchi profondi a lato della strada e via via che risale verso il poggio di Monteverdi deposita nel terreno uno dopo l’altro quei grossi tubi neri: sono l’avamposto del nuovo acquedotto del Cornia, atteso da anni, forse attivo dalla prossima estate. Le sollecitazioni del comune hanno evidentemente trovato un’altrettanto sollecita attenzione da parte dell’ente idrico.
La condotta deve fare molta strada prima di arrivare al deposito di San Giovanni sulla collina che sovrasta l’abitato del capoluogo, almeno una decina di chilometri dalla piana di Pratella fino al punto di arrivo. L’acqua viene prelevata da due pozzi costruiti molti anni fa nella zona del “ponte di legno” sul Cornia, in territorio di Monterotondo, quindi con una grossa tubazione interrata che attraversa campi coltivati e vigneti arriva a Consalvo, scavalca la grande tenuta agricolo-forestale e si ferma a Pratella. Quello per molti anni è stato il capolinea dell’acquedotto del Cornia, dopo che i fondi stanziati a suo tempo vennero utilizzati per altre opere pubbliche ritenute più urgenti: l’acqua erogata al servizio di alcune utenze agricole.
Adesso si riparte da lì e sarà un grande giorno per tutti quando il vecchio tratto di tubo verrà collegato al nuovo. I due pozzi del Cornia sono generosi, ce ne abbastanza affermano i tecnici per assicurare a Monteverdi l’acqua che manca d’estate a causa delle numerose, nuove strutture ricettive, finora garantita da un viavai di autobotti nelle giornate di punta. Però non è acqua purissima, c’è boro in quantità apprezzabile e di per sé non sarebbe buona da bere, ma inviata al deposito di San Giovanni e miscelata con quella delle altre fonti rientra nei parametri di potabilità.
I lavori di posa appena avviati risaliranno lungo la Maremmana: all’inizio di questa strada che raccorda Monteverdi con la provinciale per Suvereto, poco sopra il “forco”, verrà installata la prima stazione di pompaggio per spingere l’acqua in su fino alla seconda stazione di pompaggio, sotto l’abitato, vicino al depuratore, quindi l’ultimo balzo passando per la via del Botrello, il campino e tra le case nuove della zona ovest su su fino al deposito. Sopralluoghi dell’Asl hanno verificato la compatibilità degli impianti con la necessità di garantire acqua il più possibile pulita; altri sono previsti nel prosieguo dei lavori.
La realizzazione del nuovo acquedotto del Cornia è una delle opere previste dall’accordo di programma tra la Regione e i comuni geotermici: Monteverdi, alla stessa stregua degli altri enti, ha messo sul “piatto” le royalties che riceverà dall’Enel per le due centrali attive sul territorio, da qui al 2024, per vari interventi di notevole portata (frane, muro del Botrello, nuova scuola). E per accelerare i lavori anticipa all’Asa una parte delle spese attingendo a risorse proprie del bilancio comunale. Adesso tocca a chi opera sul campo non far trascorrere un’altra estate con il viavai delle autobotti.
(g. p.)
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