Piro piro di nuovo superstar
Benucci racconta l’avvistamento perfetto sui “Quaderni di birdwatching”
TOR DEL SALE. Lo scatto del piro piro fulvo all’oasi Wwf Orti Bottagone fatta – a metà settembre 2017 – dal birdwatcher/ornitologo/inanellatore Stefano Benucci tutt’uno con l’arrivo dello sciame di di fotografi naturalisti sulla Geodetica. Piro piro fulvo dal Canada a Perelli Bassi (a causa dei forti venti sui Caraibi e su parte dell’Atlantico), per una diecina di giorni la riserva naturale regionale al centro del mondo del birdwatching.
Ora la storia de “L’avvistamento perfetto” la racconta proprio Stefano Benucci sui “Quaderni di birdwatching” (Ebn Italia): «A cinquanta metri dal mare – scrive – a ovest incombe l’ingombrante centrale termoelettrica Enel, non funzionante». Spiagge e strade per Perelli uno tra le pagine dedicate anche alla Mongolia.
Stefano Benucci insieme all’amico e collega Lorenzo Vanni perché c’è pieno di uccelli e le bufere di vento del periodo fanno sognare chissà quale - eccezionale - avvistamento. Montano il cavalletto, si prendono in giro: «Vai trovami questo accidentale americano! » .
Più che comica ben presto per i due la situazione diventa storica. «L’identificazione non è difficile – dice Benucci – la colorazione, le dimensioni, col becco più fine, più dritto. È proprio lui questo piccolo limicolo piro piro fulvo». Lo scatto di Benucci fa il giro del web e già la stessa mattina arrivano fotografi dalla Toscana poi dal nord Italia «amici vecchi e nuovi – aggiunge Stefano – per vedere questo piccolo americano pronto a farsi ammirare. L’insolito dispiegamento di persone con cannocchiali e teleobiettivi attira la curiosità di chi passa per andare al mare e l’uccellino non delude... Il ricordo di un’esperienza durata dieci giorni, condivisa da tutti, l’avvistamento perfetto». Con l’area Perelli bassi, più che contigua, un proseguimento naturale dell’Oasi Wwf più che mai da proteggere.
Cecilia Cecchi
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